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L’ultimo assedio

L’assedio. “Da quelle catacombe non deve uscire una mosca”. E’ uno degli ultimi proclami di Putin, e riguarda l’acciaieria di Azovstal, a Mariupol, dove da circa due mesi 2.500 civili sono rifugiati nei lunghi tunnel. Per la propaganda russa Mariupol è il simbolo del successo dell’invasione, per quella ucraina è l’emblema della resistenza del suo popolo. I russi dicono che la città è nelle
loro mani e si preparano ai festeggiamenti della conquista previsti il 9 maggio, gli uomini dell’intelligence anglosassone smentiscono la presa della città.Fatto sta che quello di Mariupol rappresenta l’ultimo assedio di una città in ordine cronologico, perché di queste situazioni, ahinoi, ne abbiamo vissute fin dai tempi antichi.

DAI GRECI AI ROMANI
Nei due capolavori della letteratura classica attributi ad Omero, l’Iliade e l’Odissea, si narra della lunga e sanguinosa guerra tra gli Achei e la città di Troia, iniziata all’incirca nel 1194 a.C. Che si tratti di mitologia greca o di fatti realmente accaduti, che sia durata in base a differenti fonti uno o nove anni, nel nostro immaginario rappresenta il primo assedio della storia di una città.
Certo è, perché ampiamente documentato, il primo “sacco di Roma” del 18 luglio del 390 a.C., riportato negli annali come “Clades Gallica”, ossia la sconfitta gallica. I romani non riuscirono a contenere gli invasori Galli a meno di 20 chilometri dalla città e dopo la pesante sconfitta i sopravvissuti si ritirarono dentro le mura di Roma dimenticandosi di chiudere i portoni, così gli invasori entrarono, saccheggiarono e conquistarono la città. Si salvò soltanto il Campidoglio, che fu assediato fin quando il tribuno Quinto Sulpicio Longo e il capo dei Galli, Brenno, siglarono ad un accordo e gli invasori se ne andarono con le sacche piene d’oro. Un altro leggendario assedio è quello accaduto nell’87 a.C., quando i romani assediarono per mesi e infine
occuparono Atene e il porto del Pireo. Il militare e dittatore romano Lucio Cornelio Silla, a capo dell’operazione bellica, per avere ragione dell’area del Pireo dovette commissionare la costruzione di numerose e potenti macchine d’assedio e combattere a lungo. A impresa riuscita, puntò su Atene che dopo un lungo assedio conquistò l’1 marzo dell’86 a.C. Altro assedio storico fu
quello di Cartagine durante la terza guerra punica. La città fenicia fu assediata per due lunghi anni dalle truppe romane, che lottarono a lungo anche a Nefari. fin quando nel 146 a.C. riuscirono ad entrare saccheggiandola e distruggendola completamente.

Un’immagine di Sarajevo – @Pixabay-largher

GLI ASSEDI INFINITI
Le tristi cronache del ‘600 e ‘700 d. C., riportano dei due assedi più lunghi della storia del genere umano. Il più lungo fu quello di Ceuta, città spagnola del nord Africa ai confini con il Marocco, per anni massacrata da portoghesi e britannici prima dei spagnoli. Durò trent’anni, in una prima fase dal 1694 al 1720, in una seconda dal 1721 al 1727, e si consumò nel corso della guerra di successione ispanica tra il Regno di Spagna e i mori marocchini. Il secondo più lungo è l’assedio di Candia, nell’Isola di Creta, che durò dal 1648 al 1669. L’episodio rientra nella guerra combattuta tra Venezia e l’Impero Ottomano, che si contendevano il dominio su Creta, e terminò dopo 21 anni con la conquista turca della città e dell'intera isola. Nel secolo scorso, infine, si è assistito ad un altro tragico lungo assedio di una città, quello di Sarajevo, la capitale della Bosnia-Erzegovina. La città dei cento minareti, con un passato glorioso a livello culturale e politico, durante la guerra fratricida tra jugoslavi, fu assediata dall’Armata popolare jugoslava e dalle forze serbo- bosniache dal 5 aprile del 1992 al 29 febbraio del 1996. I “mille giorni di Sarajevo”, causarono la morte di oltre 10.000 civili e costrinsero centinaia di migliaia di cittadini a rifugiarsi fuori dai confini. Dalle montagne che circondando e sovrastano Sarajevo, i miliziani bombardavano ogni giorno la città distruggendo bersagli civili e militar, fin quando riuscirono ad entrare iniziando una chirurgica opera di terrorismo con centinaia di cecchini che uccidevano e terrorizzavano costantemente i cittadini e la resistenza.

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