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al confine con la Polonia

L’Ordine di Malta e i migranti al confine tra Bielorussia e Polonia

E’ una storia della quale non si sente più parlare come se fosse risolta. Ma l’Ordine di Malta continua ad aiutare la Caritas Bielorussia ai confini con la Polonia dove migliaia di migranti cercano un passaggio verso la Germania. Giornali e televisioni ne hanno fatto la notizia di apertura per giorni all’inizio di novembre poi è caduto l’oblio. Il nostro Stefano Iannaccone si è occupato diverse volte della questione con vari post. Vero è che è difficile avere notizie di prima mano se non attraverso i volontari delle ong che sono sul posto ed hanno contatti sporadici con alcuni migranti, a causa dell’isolamento militare messo in atto da Polonia e Bielorussia che non vogliono che queste persone transitino sul loro territorio.

L’Ordine di Malta Germania (Malteser Hilfsdienst) sostiene da anni la Caritas in Bielorussia. In questo modo, numerosi progetti sociali possono continuare a dare sostegno alle persone bisognose (malati, anziani, socialmente deboli). Non esiste un’associazione dell’Ordine di Malta nel paese, ma c’è un rapporto amichevole tra l’Ordine di Malta in Germania e i dipendenti e i volontari della Caritas Bielorussa. L’Ordine ha origini antichissime: esiste sin dall’XI secolo con la denominazione di Ordine dell’Ospedale di San Giovanni in Gerusalemme, spiegazione della sua nascita e funzione originaria e cioè seguire le Crociate organizzando gli ospedali. I membri dell’Ordine erano religiosi e cavalieri, religiosi perchè facevano voto di castità, povertà ed obbedienza, militari perchè erano armati di spada. Il Sovrano Ordine di Malta è riconosciuto come ordine religioso dal Vaticano, quasi cento paesi lo riconoscono come uno Stato da oltre 80 Paesi ed ha un posto di “osservatore” all’Onu.

Ordine di Malta

@malteser.eyebase.com

Com’è la situazione

Come detto polizia ed esercito dei due Stati non fanno avvicinare nemmeno lontanamente alla zona rossa. Stampa e televisione sono tenute molto lontane, con educazione ancora ma anche molta fermezza. Così per avere qualche notizia ha parlato Michael Daemen, coordinatore nazionale del Malteser tedesco per la Bielorussia:” I rifugiati hanno bisogno di protezione dal freddo e dall’umidità. E’ inverno, nevica e le temperature sono sotto lo zero sia di giorno che di notte. Hanno bisogno di cure mediche e di cibo, così come di vestiti caldi. Ma è anche importante che l’Ordine di Malta Germania e la Caritas Bielorussia continuino allo stesso tempo a sostenere la popolazione povera nella zona di confine. Gli anziani e i senzatetto sono sempre stati dipendenti dall’aiuto sociale, noi non abbiamo intenzione di dimenticarli proprio ora. A causa della situazione e delle difficoltà di approvvigionamento che sono drammaticamente scarsi, anche a causa dei prezzi estremamente alti, la loro condizione è particolarmente grave. Anche per loro si tratta di sopravvivere nei prossimi mesi invernali”. Queste persone bisognose di aiuto continueranno ad ricevere visite e, ad esempio, forniture di cibo e legname da ardere”.

La Caritas in Bielorussia si prende cura dei rifugiati nel rifugio di emergenza (sala logistica) e all’aperto. L’Ordine di Malta ha provveduto ad inviare in un primo tempo 2000 porzioni di zuppe pronte, pane, pesce e altre cibi a lunga conservazione, incluso cibo per bambini e latte. Questi sono già stati distribuiti dai volontari della Caritas, altri 1500 verranno inviati nei prossimi giorni. La Caritas ha 20 volontari e dieci dipendenti nella diocesi di Grodno, tutti coinvolti nell’organizzazione e nella distribuzione degli aiuti. Le condizioni dei migranti sono molto precarie dopo molti giorni e settimane di vita all’aperto – senza protezione dal freddo e dall’umidità. Va da sé che queste persone devono ora essere aiutate perché lo stato bielorusso sta facendo troppo poco.

Dalla metà del 2020, la Caritas sostiene gli ospedali e le strutture di assistenza per gli anziani con dispositivi di protezione e disinfettanti contro il virus Covid. Per i rifugiati, la Caritas fa in modo di dare loro una piccola protezione. Per il resto, quasi nessuno parla ufficialmente della pandemia e delle conseguenze disastrose per i malati.

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