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I sindaci “verdi”: L’opinione di Antonio Lubrano

I sindaci ed il futuro delle nostre città. Come dev’essere d’ora in poi la nostra vita? Quando parliamo di domani e di ripresa, dopo l’inconsueto coprifuoco di questi lunghi mesi di epidemia, quali sono le idee che coviamo dentro o che ci vengono in mente? Di sicuro ognuno di noi crede che “niente sarà più come prima”, anche se questo linguaggio non ci convince appieno; di certo vogliamo costruirci un nuovo ideale, prefigurandoci una meta da raggiungere, che sia ai nostri occhi la più ambita. Dunque: che fare. E suscitano quindi la nostra legittima curiosità tutte le proposte che vengono da varie parti, i progetti che i famosi uomini di buona volontà mettono in campo.

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E’ comprensibile perciò l’interesse suscitato dalla lettera che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha indirizzato a nome dei sindaci di quaranta città internazionali (riunite nel “C-40”) al presidente del consiglio europeo Charles Michel e alla cancelliera tedesca Angela Merkel, presidente di turno dell’UE. La tanto auspicata ripresa dev’essere ecologica: questo il punto centrale. I progetti che ogni nazione sta studiando, devono avere come principale obiettivo la sostenibilità ambientale. In pratica i soldi che ciascuna città ha in animo di spendere devono colorarsi di verde, ma non a parole; promuovendo per esempio la de-carbonizzazione e tutte quelle iniziative utili alla riduzione dell’inquinamento.

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L’invito di Sala è rivolto anche ai leader europei perché  promuovano investimenti green, migliorando così finalmente ed effettivamente il tenore di vita delle città continentali. La lettera è corredata da un pro-memoria che indica alcuni esempi di intervento. Per darne qui un’idea si propone – per esempio – l’acquisto di bus elettrici per il trasporto pubblico, di favorire gli spostamenti in bicicletta (e qui bisogna convenire che una metropoli come Milano, la città del sindaco Sala, ha scoperto da tempo i vantaggi della “due ruote” ) e di dire basta alle industrie ad alta emissione di CO2. E di più, bisogna – chiede sempre la lettera di Sala – lavorare con decisione sull’energia pulita: basta finanziare le industrie che continuano ad avere emissioni di Co2 elevate. 

In sintesi i sindaci delle quaranta grandi città del mondo devono fare una scelta decisiva per la buona salute dei cittadini. Ora però una riflessione si impone: fino a quando questi sani propositi resteranno sulla carta? Noi cittadini comuni siamo francamente stanchi delle belle parole, delle idee geniali che non si traducono mai, nemmeno in piccola parte, in fatti reali. E’ vero, sì, che i programmi verdi hanno bisogno di tempi lunghi per concretizzarsi ma non abbiamo più voglia di sognare. Intendiamoci: qui non è in discussione la buonafede di chi propone la rivoluzione ma la volontà di farla veramente. E di farla adesso.

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