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La piaga delle locuste: frutto avvelenato del cambiamento climatico

Un’immagine apocalittica, una piaga biblica dei tempi contemporanei: sciami di locuste che devastano le coltivazioni nel Corno d’Africa, lasciando alle loro spalle solo distruzione. Sembrano scene di un film catastrofico, eppure sta accadendo negli ultimi giorni in un’area già profondamente segnata dalle difficoltà economiche. Non a caso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ha lanciato un serio allarme sugli effetti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza dei Paesi interessati. Insomma, è necessario una soluzione nel breve tempo per continuare nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissato dall’Onu. E poi occorre pianificare una strategia a lungo raggio.

Perché c’è l’invasione delle locuste

Il problema non è solo quello di una natura matrigna: l’invasione delle locuste è una causa diretta del cambiamento climatico. Richard Munang, esperto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) sul clima e sull’Africa, ha spiegato la situazione in un’intervista, analizzando le conseguenze e le possibili soluzioni. “Durante i periodi di quiete, la presenza delle locuste è generalmente limitata ai deserti semi-aridi e aridi dell’Africa, del Vicino Oriente e del Sud-Ovest asiatico: zone che ricevono meno di 200 millimetri di pioggia all’anno. In condizioni normali, il numero di locuste diminuisce per mortalità naturale o per migrazione”, spiega Munang.

Ecco che quindi interviene la dinamica del surriscaldamento globale: gli ultimi cinque anni sono stati più caldi di tutti dopo la rivoluzione industriale. Le ricerche hanno quindi evidenziato che a un clima più caldo corrisponde l’aumento delle locuste. Con conseguenze pesanti. L’Africa è colpita in modo sproporzionato, proprio perché “venti dei Paesi con l’incremento delle temperature più veloce, a livello globale, si trovano in Africa. E il tempo umido favorisce anche la moltiplicazione delle locuste”, sottolinea l’esperto dell’Unep.

Soluzioni anti-locuste

Ma quali sono le possibili soluzioni? Al momento è possibile contrastare la piaga delle locuste solo con agenti chimici. “Le persone e gli uccelli mangiano spesso locuste, ma ciò non è sufficiente a ridurre significativamente i livelli di popolazione su vaste aree. Sono in corso ricerche approfondite per quanto riguarda il controllo biologico e altri mezzi di contrasto non chimico. Finora il controllo da parte di predatori e parassiti naturali è limitato, poiché le locuste possono allontanarsi rapidamente dalla maggior parte dei nemici naturali”, dice ancora Munang.

Di fronte a questa nuova emergenza, l’impegno delle Nazioni Unite ha un ampio respiro. L’obiettivo è quello di combattere la deriva climatica, senza pensare solo all’immediato. Certo, sono pensate delle soluzioni-tampone contro l’invasione delle locuste con lo scopo di evitare disastri economici per i Paesi del Corno d’Africa. L’Unep in questo senso è intenzionato a “diffondere le ultime scienze sulle tendenze climatiche emergenti per informare le politiche intersettoriali e garantire che la resilienza sia costruita nei settori pertinenti”.