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Lo straordinario noccioleto di Ronciglione

L’Italia produce più di 100.000 tonnellate di nocciole all’anno.

Terreni agricoli molto grandi, come il noccioleto di Ronciglione, rischiano inevitabilmente di sprecare acqua, pesticidi, fertilizzanti e altre risorse: tutte le piante di grandi aree devono ricevere lo stesso trattamento, che ne abbiano o meno bisogno. Per risolvere questo problema, i ricercatori stanno lavorando per rendere più preciso il trattamento delle piante.

Uno di questi ricercatori è l’agronomo dell’Università della Tuscia Valerio Cristofori:

L’agricoltura di precisione ci permette di effettuare trattamenti mirati al momento giusto con le giuste quantità, a seconda delle reali esigenze della pianta, cosa che l’agricoltura tradizionale oggi tende a trascurare“.

Un robot del progetto PANTHEON si muove attraverso il frutteto, si ferma e scatta immagini con la sua macchina fotografica.

Determinare le esigenze individuali di ogni pianta richiederebbe troppo tempo e sforzi da parte dell’uomo, ed è qui che i robot potrebbero essere d’aiuto. Questo prototipo è stato sviluppato per muoversi autonomamente in un noccioleto, prendendo le misure degli alberi.

Renzo Fabrizio Carpio è un ingegnere di robotica dell’Università di Roma Tre:

Raccogliamo i dati con uno scanner laser per la ricostruzione geometrica 3D, e utilizziamo telecamere per scattare immagini multispettrali e ad alta risoluzione per valutare lo stato fisico o di salute di ogni albero“.

I robot inviano i loro dati ad un sistema informatico centralizzato, anch’esso sviluppato dal progetto di ricerca europeo PANTHEON. Un’interfaccia facile da usare aiuta gli agronomi con tutto ciò di cui hanno bisogno per prendere le loro decisioni – dai dati meteo alle informazioni dettagliate su come stanno facendo le piante.

Silvia Samà, web developer di Sigma Consulting, lavora con i ricercatori del laboratorio dell’Università Roma Tre.

In futuro, ci sarà anche un modello 3D di ogni albero“, dice, “con i trattamenti consigliati – se fosse potata, è ben innaffiata, ben concimata, con l’intera storia agricola di quella particolare pianta“.

Gli ingegneri utilizzano la tecnologia motion-capture e algoritmi di guida autonomi per rendere il robot il più accurato possibile. Uno degli obiettivi è che il robot utilizzi uno speciale marcatore a vernice in modo da poter etichettare i rami degli alberi che devono essere potati.

Stiamo parlando di marcare i rami e quindi ci siamo impegnati molto nell’algoritmo di puntamento, tenendo conto di tutto, dalla velocità del vento alla posizione dell’albero e del robot, tutte le incertezze che potrebbero essere simulate digitalmente“, spiega Flavio Palmeri, uno studente di ingegneria dell’automazione in visita all’Università di Roma Tre.

 

Gli esseri umani dovranno ancora potare i rami manualmente, ma il robot li renderà più facili da trovare.

Spiega Pasquale Peluso, ingegnere di automazione dell’Università di Roma Tre:

Il robot in grado di segnare i rami da potatura sarebbe sicuramente un vantaggio significativo per gli agronomi a terra – rende le piante facilmente identificabili, così anche un agronomo non addestrato sarebbe in grado di determinare immediatamente quali rami da tagliare, e questo faciliterà enormemente le operazioni di potatura“.

E per ispezionare i grandi frutteti ancora più velocemente, i ricercatori dell’Università ULB di Bruxelles stanno lavorando con i loro colleghi dell’università TRIER su un drone autonomo: le sue telecamere aiutano a determinare il fabbisogno irriguo, a trovare parassiti o malattie e a prevedere il raccolto dal cielo.

Tutti questi nuovi metodi hanno una chiara applicazione commerciale, afferma Andrea Gasparri, professore di teoria dei sistemi e dei controlli all’Università di Roma Tre e coordinatore del progetto PANTHEON:

“I principali attori dell’industria dolciaria sono certamente interessati a questo tipo di tecnologia, semplicemente perché saranno in grado di migliorare la qualità della produzione riducendo al minimo l’impatto ambientale, cosa che ha suscitato recentemente l’interesse dei principali attori”.