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Lo Stato Palestinese

La ricorrenza

29 novembre 2012: l’Assemblea Generale dell’ONU accetta con 138 voti favorevoli, tra cui quello dell’Italia. 9 i paesi contrari, 41 gli astenuti la Palestina come Stato Osservatore. La Palestina era già ente osservatrice ma con la votazione del 29 novembre di sei anni fa si aggiunge la definizione di Stato che cambia qualcosa ma non molto.

Cosa significa Stato osservatore

Diventare da “entità” a “Stato” riconosce, seppur implicitamente, ad una nazione il titolo di Stato, “titolo” che finora – nel caso specifico della Palestina –  non era mai riuscita ad ottenere in un ambito internazionale. La seconda è che, in quanto “Stato osservatore” può chiedere l’incriminazione – sempre nello specifico della Palestina –  di militari israeliani accusati potendo accedere alla Corte Penale Internazionale.

La Palestina però per la sua condizione di Stato riconosciuto dalla maggior parte dei Paesi arabi e dalla metà dei paesi del mondo non può ancora diventare uno stato membro dell’ONU a tutti gli effetti, così da poterne godere di tutti i diritti.

Per diventare Stato membro serve il voto di maggioranza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, molto difficile da ottenere : su tutto pende il veto promesso dagli Stati Uniti che porterebbe al fallimento in partenza della richiesta.

Riassunto della storia della Palestina

 La Palestina è una regione fisica e storica dell’Asia occidentale, affacciata sul Mar Mediterraneo e situata fra la catena montuosa del Libano a nord, il deserto del Negev a sud ed il deserto giordano-siraco ad est. Abitata fin dai tempi preistorici ed occupata dagli Ebrei 2000 anni fa, la Palestina, dopo alterne vicende finì sotto la dominazione romana.

Con la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.  (per ordine dell’imperatore Tito) per reprimere le rivolte ebraiche, il popolo ebreo si disperse (la diaspora) mentre la Palestina, venne inglobata dall’Impero Romano d’Oriente e in seguito sotto il dominio arabo.

Nel ‘500 fu incorporata nell’Impero Ottomano che la sfruttò con tributi enormi fino a dissanguarla. Napoleone cercò di conquistarla senza riuscirci e dal 1799, la Palestina entrò progressivamente nella sfera d’influenza dell’Inghilterra che dalla fine della I^Guerra Mondiale la controllò  con una specifica amministrazione.

La  “questione palestinese“ risale proprio alla politica inglese in questa regione, politica definita del doppio binario, perché l’Inghilterra favorì il rientro in Palestina degli Ebrei perseguitati in Europa ma nello stesso tempo incoraggiò il movimento sionista per poterlo poi usare contro l’emergente indipendentismo arabo. Il sionismo è un movimento politico- religioso a livello mondiale con l’obiettivo di ricostruire in Palestina la patria di tutto il popolo ebraico sparso nel modo.

Durante il primo conflitto mondiale l’Inghilterra con la dichiarazione Balfour del 1917, appoggiò il nazionalismo ebraico in Palestina e nel 1922, favorì il rafforzamento politico della comunità ebraica, ma quasi contemporaneamente nel 1921 favorì l’indipendentismo arabo creando la Transgiordania. Questo “ doppio gioco” causò le peggiori condizioni politiche per la coesistenza in Palestina del mondo arabo e di quello ebraico: già durante la Grande guerra la Palestina divenne il teatro di scontri tra esercito anglo francese e quello turco germanico dall’altro.

Col nazismo al potere in Germania, il ritorno degli ebrei in Palestina divenne una migrazione vera e propria così nel 1937 l’Inghilterra propose la spartizione della regione in 3 stati: uno arabo, uno ebraico e uno sotto mandato nella zona di Gerusalemme, ma le risposte furono negative. Allora nel 1939 sempre gli inglesi promisero che nel giro 10 anni sarebbe stato proclamato uno Stato palestinese indipendente e nel frattempo le frontiere furono sbarrate agli ebrei di ritorno. Questo fatto provocò la lotta armata contro gli inglesi mentre erano già in atto gli scontri fra la comunità araba e quella ebraica.

Al termine della II^ Guerra Mondiale il progetto per la creazione di uno Stato ebraico indipendente in Palestina ebbe l’appoggio degli USA, ma andò contro la netta opposizione dei Paesi Arabi. L’ennesimo progetto anglo- americano andò a rotoli ed allora, l’ONU intervenne con una nuova proposta di spartizione del Paese in due Stati con il mantenimento di una amministrazione fiduciaria a Gerusalemme al quale gli arabi risposero con violenza.

Il 14 maggio 1948 terminata l’amministrazione britannica fu proclamato lo Stato d’Israele e in quello stesso anno fu fondato il Regno di Giordania nel territorio della Transgiordania sul quale l’Inghilterra aveva rinunciato al suo protettorato.

A questo punto era inevitabile lo scontro armato arabo- israeliano che, infatti, divampò e si concluse con la vittoria d’Israele che si accaparrò anche dei territori in più rispetto a quelli stabiliti dall’ ONU nel ‘47. Il resto è storia contemporanea.

Eduardo Lubrano

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