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Afghanistan donne scuola

Lo sciopero degli studenti afghani: vogliono le donne a scuola

Nell’Afghanistan dimenticato, tornato sotto il regime talebano, c’è uno sciopero di studenti che conferma l’impegno sul fronte dei diritti: l’istruzione deve essere per tutti. Tanti ragazzi, infatti, stanno disertando la scuola come atto di solidarietà nei confronti delle loro compagne di classe, che non possono tornare tra i banchi. “È passato un mese dall’annuncio della riapertura delle scuole secondarie solo per i ragazzi. Ieri, le autorità di fatto in Afghanistan hanno affermato che le ragazze potranno presto tornare a scuola e all’Università, ma non hanno confermato quando ciò accadrà”, racconta l’organizzazione non governativa, Save The Children, che sta seguendo centinaia di giovani in Afghanistan. A questo si aggiunge un ulteriore problema: lo stop ai finanziamenti della Banca mondiale al governo di Kabul ha lasciato gli insegnanti senza uno stipendio. Una questione da affrontare sul piano politico internazionale.

La storia di Sayed (nome di fantasia) è significativa. A 13 anni vuole studiare per diventare un ingegnere. Potrebbe portare aventi la propria formazione, senza alcun problema trattandosi di un ragazzo. Eppure ha preferito lasciare momentaneamente la scuola: resterà a casa fino a quando sua sorella non sarà in grado di tornare in classe. “So che sei triste perché le scuole sono chiuse. So che volevi diventare un medico, ma ora cuci a casa tua. Quindi ho deciso che fino all’apertura delle scuole femminili, non andrò a scuola e non avrò nemmeno desideri per il mio futuro”, ha scritto Sayed in una lettera indirizzata alla sorella.

Afghanistan bambini

Foto di WikiImages da Pixabay

Le rassicurazioni dei talebani

In tutto l’Afghanistan, ragazzi come Sayed stanno saltando le lezioni in solidarietà con le loro compagne di classe, a cui non è ancora stato permesso di tornare alle scuole secondarie”, riferiscono da Save The Children. “Vogliamo che ogni bambino sia a scuola, ma l’incredibile determinazione di questi ragazzi è un importante promemoria che quando le ragazze sono trattenute, siamo tutti trattenuti”, dice Hassan Noor, direttore regionale per l’Asia di Save the Children, annunciando uno sforzo sulla questione.

Certo, i talebani continuano a dire che non ci sarà problemi per le donne che vogliono studiare. Alle parole, però, non seguono i fatti. “Accogliamo con favore le assicurazioni fornite ieri dalle autorità di fatto afghane sul ritorno presto in classe delle ragazze – sottolinea Noor – ma questo impegno deve ora essere attuato con urgenza. Senza accesso alla scuola, le ragazze in Afghanistan affrontano un futuro incredibilmente incerto. La mancata frequentazione avrà un impatto permanente sulla loro salute, prosperità e sicurezza”. 

Scuola, il regresso dopo i miglioramenti

Bambini Afghanistan scuola

Foto di Amber Clay da Pixabay

I timori riguardano ovviamente le dirette interessate, quelle ragazze che vorrebbero proseguire gli studi, come avveniva nel loro Paese prima del ritorno al potere dei talebani, in un quadro peraltro già difficile. Il sistema educativo afghano era l’ottavo considerato più a rischio. I dati, raccolti prima della crisi politica, indicavano che 3 milioni e 700mila minori erano fuori dal sistema scolastico. E circa il 60% erano proprio ragazze. E dire che dal 2001, anno della caduta del regime talebano, c’è stato un sensibile miglioramento. Nel 2001 gli studenti iscritti a scuola erano infatti solo 900mila, tutti maschi, nel 2020 erano aumentati a 9,5 milioni, il 39% dei quali ragazze. “Sono molto preoccupata e penso alla brutta situazione in cui mi troverò in futuro. Se non vado a scuola, nessuno dei miei sogni si avvererà. Sarò una persona inutile per tutta la vita e in futuro non potrò nemmeno aiutare i miei figli”, ha detto a Save the Children Afri, una ragazzina di 12 anni di Faryab.

C’è un tema di diritti civili, di rispetto della parità di genere: un tema molto complicato in Afghanistan. Il nodo, tuttavia, riguarda anche lo sviluppo sostenibile del Paese. “Senza una forza lavoro femminile istruita, l’Afghanistan non vedrà la crescita economica di cui ha bisogno per andare oltre la sua dipendenza dagli aiuti. Insomma, senza futuro per le ragazze non c’è futuro per l’Afghanistan”, evidenzia Hassan Noor.

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