Back

Lo “schiaffo di Tunisi” e gli affari italiani in Libia

Quando il Ministro dell’Interno Matteo Salvini dice che la Francia si interessa della Libia perché ha i suoi interessi nel paese, dimostra, di non sapere di cosa parla.

Un pò di storia. Chi la conosce veramente –  la storia .-  sa che nel 1881 il presidente del consiglio italiano, Benedetto Cairoli, fu costretto a rassegnare le dimissioni perché la Tunisia era diventata francese con un colpo di mano che sottrasse al nostro giovane paese uno dei suoi obiettivi nel progetto di espansione coloniale in Africa (perché noi non eravamo diversi dagli altri).

I francesi per far finta di essere magnanimi ci dissero “Prendetevi la Libia” e la stampa italiana coniò il termine “lo schiaffo di Tunisi in base al quale il governo entrò in crisi. In realtà fu la fortuna dell’Italia colonialista ed imperialista perché quando poi ci si accorse delle enormi risorse che il paese libico aveva nel sottosuolo la storia cambiò perchè i nostri “cugini d’Oltralpe si accorsero che forse avevano fatto un errore.

L‘Italia entrò in Libia nel 1911 e fu una dura battaglia con l’impero turco.ottomano che aveva il controllo del paese. Il fascismo completerà l’opera di controllo e sfruttamento iniziale della nuova colonia. Enrico Mattei, l’uomo che inventò l’Eni fece arrivare gli impianti per l’estrazione del petrolio nella regione meridionale del paese del Fezzan nel 1959. E da allora siamo ancora lì. Questo non vuol dire che i rapporti tra Francia e Libia non ci siano mai stati,

Nel gennaio del 1970 Parigi e Tripoli scrissero un accordo per la fornitura di un jet Mirage. Primo passo di un rapporto destinato ad essere altalenante ma lungo. Nel 2007 Gheddafi stipulò contratti con la Francia per oltre 10 miliardi di dollari per acquistare un’intera flotta aerea da combattimento. Contratti mai rispettati da parte libica  che nel frattempo l’anno successivo siglò con l’Italia un accordo in base al quale in nostro paese avrebbe versato a Tripoli 250 milioni di dollari all’anno per  opere infrastrutturali.

Anche questo forse ha portato i francesi a schierarsi nella coalizione che ha portato all’abbattimento del regime del colonnello Gheddafi.

Il gas naturale, al di là del petrolio è vera ricchezza della Libia. Con Gheddafi al potere la produzione di greggio in Libia la produzione del greggio era di quasi a un milione e 600mila barili al giorno. Nove anni fa l’Eni, con 267 mila barili al giorno era la prima azienda estrattiva e di gran lunga, davanti alla tedesca Wintershall ed alla francese Total.

L’Italia nel 2016 è stato il primo investitore europeo in Africa grazie al settore energetico ed ENI, e rimane l’unica impresa internazionale a estrarre stabilmente in Libia.

Riavvolgendo il nastro: qualcuno dica al Ministro Salvini che anche noi ci facciamo gli affari nostri in Africa. Proprio come gli altri.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup