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legambiente: la mappa del dissesto

L’Italia che va in frantumi

L’Italia che va in frantumi. Scrive Sergio Rizzo su la Repubblica del 25/11/2019

Risale al 1992, quattro anni dopo la catastrofe della Valtellina e due anni prima della spaventosa alluvione del 1994 che fece 70 vittime in Piemonte, la prima proposta di legge per arginare il dissesto idrogeologico: finita ovviamente nel nulla. Ma da allora non c’è stato un solo governo che non abbia preso solenni impegni per combatterlo. A parole, dato che quando poi si trattava di mettere a disposizione le risorse necessarie, dalla cassa uscivano soltanto briciole. Come non c’è stato un ministro dell’Ambiente che si sia astenuto dal promettere un piano organico per arginare una piaga che intanto gli stessi governi di cui facevano parte magari alimentavano con i condoni e le sanatorie edilizie. Mentre chiudevano gli occhi davanti all’offensiva dell’abusivismo amministratori locali compiacenti: salvo poi indignarsi per l’inerzia dello stato dopo ogni disastro.

Dissesto idrogeologico in Italia: i dati di ISPRA indicano il 91% dei Comuni esposto a rischio idrogeologico

L’Italia che va in frantumi. E Rizzo continua con la parte più amara, quella che colpisce a fondo l’incapacità di un paese di affrontare e risolvere i propri problemi: decidere.Impakter Italia ha affrontato il tema molte volte

E intanto l’Ance ricorda che siamo riusciti a far scadere 180 milioni di fondi europei destinati a sistemare il territorio di Sarno funestato vent’anni fa. Con la Corte dei conti, come ha sottolineato sulle pagine di questo giornale Gianluca Di Feo, che ha appena denunciato l’incapacità assoluta dello Stato di spendere le magre risorse destinate a contrastare il dissesto, se è vero che è stato utilizzato appena il 20 per cento dei soldi messi a disposizione negli ultimi due anni. Il tutto in un Paese dove lo stesso Stato ha (ma sarebbe meglio dire: avrebbe) per Costituzione il compito imperativo di tutelare il paesaggio

Ed ecco un passaggio di uno dei tanti articoli che Gianluca Di Feo ha dedicato al dissesto idrogeologico del nostro ex belpaese

Il dossier della Corte dei Conti esamina la parabola di “Italia Sicura”, creata a Palazzo Chigi nel maggio 2014 per coordinare le misure contro il dissesto. Doveva essere la grande muraglia per proteggere il Paese. Tre anni dopo, la struttura della presidenza del Consiglio pareva già alzare bandiera bianca, accusando altri della disfatta: “Il vero ritardo sta nelle progettazioni. Su 9.397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento”. I magistrati contabili però non l’assolvono e ritengono che non abbia mai realizzato “una vera programmazione strategica del settore”.

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