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Agbogbloshie il sobborgo discarica di Accra

L’inferno di Agbogbloshie, la discarica dei rifiuti elettronici

Agbogbloshie, sobborgo di Accra, capitale del Ghana. Le condizioni per chi viene a lavorare in questa discarica di rifiuti elettronici sono semplici: 2, forse 3 dollari al giorno, ed altissima percentuale vicino alla certezza di contrarre infezioni polmonari, tumori, malattie del cuore. Perché è uno dei 10 luoghi più inquinati ed inquinanti al mondo.

Perché in questo posto finiscono i rifiuti elettronici europei e non solo, i cosiddetti e-waste. Anche quelli italiani. Ecco un pò di cifre.

La stima dei rifiuti di prodotti elettronici prodotti ogni anno nel mondo è intorno alle 40 tonnellate. Solo il 20% di questi rifiuti viene riciclata sebbene due terzi 2/3 della popolazione mondiale vive in Paesi che si occupano del problema con delle leggi apposite.

Quaranta milioni di tonnellate di e-waste vanno in discariche o vengono bruciati o vengono portati in paesi dove le norme sull’importazione e i controlli sulla riuso di materiali di seconda mano sono diciamo così…meno severe.

Uno dei problemi sarebbe che l’esportazione dei e-waste non è legale, lo dice la Convenzione di Basilea. Ma gli scarti europei vengono spesso classificati come riutilizzabili. Non c’è una distinzione nei codici di commercio tra attrezzatura nuova e usata, un buco che rende difficile stabilire quanta parte di UEEE (la sigla internazionale per Used Eletric,Eletrical and Eletronic) sia legale, quanta no. “Se gli UEEE possono essere realmente riutilizzati e se hanno un mercato, allora non ricadono sotto la categoria dell’e-waste. E si tratta di un’esportazione che ha il suo senso dato che estende la vita dei prodotti e riduce l’enorme impatto ecologico della produzione, garantendo alla classe media di paesi meno ricchi l’accesso a tecnologie a basso costo,” spiega Ruediger Kuehr, direttore dello United Nations University (UNU) Sustainable Cycle Programme.

Per capire se si tratta di materiale a fine vita, i prodotti dovrebbero essere testati. Semplicemente impossibile dato che i porti europei ricevono milioni di container e ci sono poche persone ai controlli per realizzare indagini di questo genere”.

I rifiuti elettronici non provengono da inceneritori o discariche comunali, ma più spesso da punti di raccolta informali davanti centri di riciclo ufficiali o dalle strade o, a volte, vengono raccolti su internet. Il materiale illegale viene solitamente stipato in veicoli esportati per essere riutilizzati in Africa. Con l’appoggio di una rete, coinvolta in attività di esportazione clandestina, che spesso si appoggia su migranti ghanesi che vivono in Europa e avviano piccoli business familiari su questi traffici.

File:Electronic waste at Agbogbloshie, Ghana.jpg

“Un recente studio dell’UNU sull’Africa Occidentale ha dimostrato come spesso l’esportazione avvenga attraverso le auto usate. Si parla del coinvolgimento anche di organizzazioni criminali, come la mafia rumena, ma ci sono ancora poche prove. Il flusso non si arresta perché i porti non sono in grado di monitorare ed effettuare ispezioni sulla quantità di container in arrivo ogni giorno. Nessun porto vuole rallentare le procedure aumentando queste ispezioni” dice Jim Puckett, Executive Director del Basel Action Network (BAN), un’associazione ambientalista. Qualche tempo fa BAN ha nascosto 314 dispositivi GPS tra i  materiali elettronici di scarto in Europa, riuscendo a seguirne le tracce in  undici casi : questi rifiuti non funzionanti sono stati portati in Africa e Asia dal Regno Unito, Spagna, Italia, Irlanda, Danimarca e Germania.

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Torniamo ad Agbogbloshie dove i rifiuti vengono bruciati avvelenando l’aria.  Uno studio di BAN e dell’International POPs Elimination Network (IPEN) ha dimostrato che questo tipo di trattamento degli e-waste abbia conseguenze gravissime sulla catena alimentare in Ghana : alti livelli di diossina e di bifenili policlorurati nelle uova offerte nel mercato accanto alla discarica.

I giovani che lavorano nel sobborgo-discarica lavorano con le mani e con il fuoco per estrarre metalli di valore dalle scorte di plastica, fili e circuiti elettrici. Le conseguenze sulla salute sono tante e molto gravi: malattie ischemiche coronarie, infarti, malattie ostruttive polmonari, tumori, e infezioni respiratorie nei bambini.

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