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Libia : una guerra per procura

La Libia è sull’orlo della guerra civile perché ora che l’avanzata del feldmaresciallo Haftar è stata fermata, il governo legittimo di Tripoli minaccia di rispondere in modo pesante a quanto fatto dai ribelli di Bengasi in questa ultima settimana. Lo ha detto chiaramente il primo ministro libico Fajez al-Serraj durante il colloqui con l’ambasciatore francese in Libia, al quale ha chiaramente chiesto di riferire a Parigi che vuole che la Francia ritiri il suo appoggio politico ad Haftar. Appoggio senza il quale l’ex numero due di Gheddafi non avrebbe osato intraprendere la sua avanzata verso la capitale.

Perché Parigi appoggi Haftar e l’Italia appoggi al-Serraj lo abbiamo scritto in questo post qualche giorno fa. Ma in Libia c’è altro che agita la comunità internazionale. Prima di tutto la questione interna ancora non risolta del dopo Gheddafi con le tante tribù del paese che si combattono in nome dell’ex rais o in nome del nuovo corso che ha preso lo stato africano, o in nome del loro presunto potere superiore.

E poi c’è la questione politico-religiosa interna al mondo arabo.

Premessa : la Libia è un paese a maggioranza araba, la popolazione è in maggioranza islamista di confessione sunnita.  Haftar ha l’appoggio di Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, al Serraj del Qatar a sua volta appoggiato dalla Turchia cioè la gran parte del mondo sunnita, i seguaci ortodossi dell’islamismo, di cui costituiscono la maggioranza.

Questi paesi negli ultimi anni si sono scontrati duramente sulla questione del finanziamento allo Stato Islamico, Isis o Daesh e dei Fratelli Musulmani in Egitto. Di nessuno di loro si ha prova di finanziamenti legali anzi, molti di questi hanno partecipato alla grande coalizione che ha combattuto il Califfato in Siria ed Iraq ma il sospetto che alcuni privati cittadini sauditi, qatarioti, egiziani abbiano provveduto ad inviare denaro Ingenti somme di denaro a queste due organizzazioni terroristiche è stato molto forte. Soprattutto da parte della Turchia che è sempre stata in prima fila nella battaglia contro l’Isis ( ma che aveva ed ha grande interesse ad occupare una fascia di territorio siriano)

L’avanzata di Haftar – e torniamo alle vicende militari – è stata bloccata dall’intervento delle milizie di Misurata, città della costa vicina a Tripoli che hanno conquistato la città di al Jafra nel centro del Paese. In questo modo hanno bloccato la principale via dei rifornimenti alle milizie del feldmaresciallo che si trova adesso fermo senza possibilità di portare avanti quello che in partenza voleva essere un blitz di qualche giorno. Infine un’altra annotazione. In tutte le cronache si parla di milizie e non di eserciti perchè effettivamente fino ad oggi quelle scese in campo sono forze da combattimento di tipo militare formate da soggetti non appartenenti alle forze armate. Nel caso specifico si parla di jeep armate ed il loro numero tra una fazione e l’altra arriva forse a mille unità.

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