Back
Un campo di detenzione di migranti

Libia: la polveriera è pronta a riesplodere

La Libia non è ancora un luogo sicuro: da quanto Impakter è venuto a sapere da fonti attendibili, gli abusi continuano a essere perpetrati nei centri di detenzione e la situazione sul fronte bellico resta complicata. Il problema dei diritti umani è ormai gravissimo. In tale scenario si moltiplicano l tentativi di lasciare il Paese, da parte dei migranti provenienti spesso dall’Africa subsahariana, per raggiungere l’Italia e quindi l’Europa. Appena poche settimane fa, inghiottite dall’oblio innescato dalla pandemia di Covid-19 ci sono state le notizie di naufragi e morti in mare, proprio al largo delle coste libiche. Perché la gestione dei flussi migratori continua a essere quantomeno deficitaria.

Il problema dei campi di detenzione non è stato risolto. Le testimonianze raccolte sono sempre tragiche: vessazioni, torture, aggressioni ai danni chi si trova in quelle scritture. Le immagini in possesso Impakter Italia (una pubblicata nell’articolo) ne sono una conferma. E non si intravedono spiragli per un miglioramento.

Torture violenze Libia

Un migrante mostra proprie cicatrici dopo la permanenza in un centro in Libia

Libia: la guardia costiera continua i respingimenti

“È uno Stato al suo interno diviso in zone d’influenza che rispettano equilibri esterni, riconducibili agli interessi delle potenze occidentali e delle grandi multinazionali del petrolio”, osserva con Impakter Italia Andrea Maestri, ex deputato e avvocato immigrazionista in prima linea su questo tema, spiegando lo scenario libico. “La Libia – aggiunge Maestri – non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sul riconoscimento dello status dei rifugiati ed è uno Stato la cui guardia costiera, formata dai ‘nostri’ compie quotidiani respingimenti collettivi in mare, violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale del mare”. Un riferimento a quel memorandum rinnovato, in sordina, a inizio novembre. E che non è una mano tesa al rispetto dei diritti umani.

Insomma, i passi in avanti stentato a vedersi. “Le violazioni dei diritti umani sono una realtà quotidiana a livello nazionale, con segnalazioni di rapimenti, detenzioni arbitrarie e uccisioni”, ha denunciato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite Stephanie Williams in un incontro.

Libia bandiera guerra

Foto di jorono da Pixabay

Un quadro peggiorato dall’emergenza sanitaria:  “Le stime indicano che ci sono quasi 94mila casi di Covid-19, anche se il numero effettivo potrebbe essere più alto”, riferiscono dalle Nazioni Unite. Maestri, da esperto del settore, indica vari punti per affrontare la questione dei diritti, a cominciare dal ripristino “delle missioni umanitarie in mare e “l’apertura di appositi corridoi umanitari”. Secondo l’ex parlamentare, però, sono anche necessari un “rigoroso rispetto del diritto internazionale umanitario del mare, la riforma del regolamento Dublino e del diritto di asilo europeo”, insieme “alla riforma radicale del nostro Testo unico Immigrazione”, che in Italia è ancora fondato sulla Bossi-Fini.

Le armi dei foreign fighters

Da un punto di vista militare e diplomatico, le tensioni sono ardenti e i venti di guerra continuano a spirare, al di là dei tentativi di dialogo tra le parti in causa e l’individuazione di un percorso democratico. Uno sbocco che dovrebbe portare alle elezioni nei prossimi mesi. Ma questo è quanto avviene sulla carta. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha infatti di recente lanciato l’allarme sul deterioramento della situazione, temendo una recrudescenza degli scontri.

Anche perché, come evidenziato dall’Onu, ci sono 20mila foreign fighters in Libia, che hanno combattuto per chi li ha pagati. Questi combattenti rappresentano ira “una grave crisi” e “una sconvolgente violazione della sovranità libica”, ha detto Williams. I foreign fighters “stanno riversando armi nel paese, un paese che non ha bisogno di altre armi”, ha aggiunto la Rappresentante dell’Onu. Con il rischio di innescare la miccia e far riesplodere la polveriera.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup