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Razzismo

L’Europa, e l’Italia, più razzista di quanto si creda

Sappiamo ormai un bel pò di cose sull’assassinio di George Floyd a Minneapolis. Un evento che ha generato proteste di piazza e per l’ennesima volta pone la domanda se gli Stati Uniti si libereranno mai del problema del razzismo.

Ma il Vecchio Continente con la sua presunzione di aver spiegato cultura al resto del mondo forte della sua storia e tradizioni è così immune dal razzismo da poter puntare il dito contro gli USA? Alcune ricerche ed inchieste dicono di no. Anzi.

Un cartello contro il razzismo in Germania – License to use Creative Commons Zero – CC0

L’indagine dell’Unione Europea

L’Agenzia per i Diritti fondamentali dell’UE ha realizzato un’inchiesta che si chiama “Being black in EU“(Essere neri nell’Unione Europea). Ha chiesto a migranti o figli di immigrati di raccontare le loro giornate nel Vecchio Continente: piccoli e grandi soprusi, pregiudizi radicati e diffusi, violenze verbali e fisiche, paura. Queste le risposte ottenute. E l’Italia è in cima ad alcune classifiche tutt’altro che lusinghiere.

Il 49% degli intervistati che vivono da noi denunciano di aver subito forme di molestie di matrice razzista contro una media europea del 30%. Il 39% dice di aver avuto problemi a trovare casa per ragioni razziali. E’ il tasso più alto in Europa insieme all’Austria. L’Italia è anche il Paese dove chi cerca lavoro si sente più discriminato per il colore della pelle: il 47%, contro una media del 25%“.

Noi di Impakter Italia abbiamo raccontato in questo post un episodio simbolo, tra i tanti evidentemente, della difficoltà di trovare lavoro in Italia a causa del colore della pelle.

License to use Creative Commons Zero – CC0

Il resto d’Europa

“Un cittadino di origine africana su 4 è stato fermato dalla polizia o dalle guardie di frontiera almeno una volta negli ultimi 5 anni. Il 44% di loro dichiara che il fermo va attribuito a ragioni razziali. Il 16% dice di aver subito trattamenti non rispettosi.

Cinque cittadini africani o afroeuropei su 100 dichiarano di aver subito almeno una violenza fisica. E di questi, ben l’11% addita come aguzzini le forze dell’ordine”. Fatti che rimangono nascosti perchè il 63% preferisce il silenzio, per sfiducia nelle autorità e per paura di ritorsioni”.Tutta colpa della polizia? Assolutamente no.“La stragrande maggioranza delle violenze denunciate riguarda estranei (61%), ma anche vicini di casa e colleghi di lavoro. Casi di discriminazione avvengono nei settori dell’istruzione, del lavoro e dell’abitazione, con oltre un quarto degli intervistati che ha denunciato di aver subito disparità di trattamento in almeno uno di questi ambiti nei cinque anni precedenti allo studio. Il 14% di loro ha detto di non aver potuto prendere in affitto una casa da un proprietario privato a causa della propria origine”.
 

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