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L’eterno dibattito sulla legna per il camino: inquina o no?

L’eterno dibattito sulla legna per il camino: inquina o no? Ogni tanto anche questa discussione si arricchisce di nuovi pareri scientifici che contribuiscono ad alimentare – è proprio il verbo giusto – un’altra domanda: ma qual è il riscaldamento meno inquinante per la casa? La questione si inserisce nel più grande problema dell’inquinamento dell’aria che noi di Impakter Italia conosciamo bene. E del quale ci siamo occupati più volte.

Partiamo dalle ultime notizie sulla legna da ardere. “Il riscaldamento domestico, in particolare l’uso di legna, contribuisce al superamento dei limiti delle polveri sottili PM10 pericolose per la salute, quindi all’inquinamento atmosferico”. La conferma arriva dal Consiglio nazionale delle ricerche che ha partecipato con l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr Isac) a uno studio, coordinato dal Centro Studi per la Qualità dell’Aria e il Cambiamento Climatico della Foundation for Research and Technology Hellas (C-STACC)  e pubblicato sulla rivista Pnas.

“Nonostante le limitazioni anti-covid alla mobilità, si continuano a osservare sforamenti delle concentrazioni di particolato in Pianura Padana. Lo studio mostra che il particolato secondario non è generato solo dalle emissioni di traffico e agricoltura”.

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L’eterno dibattito sulla legna da ardere: inquina o no? -CC0, public domain, royalty free

L’inquinamento della Pianura Padana

Ancora oggi da più parti la zona della pianura padana viene definita come la più inquinata d’Europa. Dice Greenplanner per esempio : I fattori orografici e meteorologici contribuiscono in modo significativo alle elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici che fanno della Pianura Padana una delle zone più inquinante d’Europa, nonostante le emissioni siano paragonabili, in realtà, a quelle di altre aree sviluppate. Il motivo è la conformazione orografica: il catino padano è circondato dalla catena montuosa alpina che influenza il regime dei venti, la cui intensità risulta generalmente molto debole. Un altro importante fattore è l’elevata frequenza di situazioni meteorologiche caratterizzate da stabilità atmosferica. Queste condizioni, tipiche del semestre invernale in caso di alta pressione, hanno origine dal fenomeno meteorologico dell’inversione termica. In pratica in atmosfera la temperatura non diminuisce salendo di quota, come ci si aspetterebbe. Di fatto, a un’altezza di 800/1.000 metri si riscontra una temperatura più alta di quella dello strato inferiore. Si modifica così la circolazione locale dell’aria, in particolare i moti verticali: l’aria più fredda dei bassi strati, essendo più densa e più pesante, non può sollevarsi verticalmente oltre la quota dell’inversione e resta intrappolata nei bassi strati. Si viene a creare, quindi, un vero e proprio tappo che impedisce il ricambio d’aria, con un accumulo degli inquinanti in prossimità del suolo, dove la loro concentrazione, giorno dopo giorno, non potrà che aumentare”.

Un’altra tesi molto accreditata – cui fa riferimento quanto riportato all’inizio di questo post dal CNR – sostiene che la maggior fonte di inquinamento della zona almeno per quel che concerne la zona lombarda della pianura, siano le le stufe a pellet o a legna, quelle che molti definiscono ecologiche. Si calcola che “combustione di biomasse legnose” rappresenta il 45% di tutte le polveri fini che respirano gli abitanti della regione, certificano le analisi dell’Arpa Lombardia. Che nonostante tutto segnala un miglioramento della qualità dell’aria nella Regione in costante miglioramento.

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L’eterno dibattito sulla legna da ardere: inquina o no? -CC0, public domain, royalty free

Quale metodo di riscaldamento domestico allora inquina meno?

Prima risposta: dipende. Da dove si trova l’abitazione Da quanti anni ha. Se c’è vento sufficiente si può usare un generatore eolico ed un boiler elettrico da 200litri impostato a 60 gradi centigradi.

Se la casa è abbastanza esposta al sole ed il tetto è rivolto a sud  una soluzione può essere quella dei pannelli solari termici, boiler passivo da 300 litri.

Se intorno all’abitazione c’è abbastanza terreno incolto e senza alberi, ecco che un impianto geotermico a pompa di calore casalingo e boiler passivo da 300 litri possono svolgere la funzione di riscaldamento con un basso tasso di inquinamento.

Chi ha legna da ardere – ed eccoci al punto di partenza – il modo migliore di usarla è  una termo stufa integrata con l’impianto a caloriferi, affiancato ad una caldaia a metano per le emergenze.

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