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PNRR and Economia circolare

Dov’è l’economia circolare nel PNRR?

L’economia circolare l’abbiamo considerata uno dei cardini dello sviluppo sostenibile. Un pilastro, un muro maestro senza il quale la casa sostenibile dell’Italia – e non solo – non si sarebbe nemmeno potuta pensare. Ebbene oggi a leggere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – il PNRR del quale tutti sembrano sapere tutto (  Impakter Italia invece ne parla da tempo sin da quando era un embrione ) sembra che l’economia circolare non sia più così centrale.

In particolare per un aspetto. Lo ha evidenziato in un articolo sul Fatto Quotidiano, Rossano Ercolini, presidente della fondazione Zero Waste Europe e dell’ass.ne Zero Waste Italy, Direttore del Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, (Lucca). Ma soprattutto, Maestro di scuola elementare, lavoro che gli consente una delle attività più importanti per la sostenibilità: la divulgazione ai più piccoli.

Scrive Ercolini: “Al netto delle diatribe fuorvianti di stampo elettoralistico (che c’entra lo stop al coprifuoco per il Covid con il Pnrr?) la versione Draghi del Recovery Plan spodesta l’economia circolare – che già con Conte non era posta al top ma almeno segnava la “missione numero due” – che perde oltre il 30% degli investimenti; mentre incorona la Carbon Capture and Storage o Sequestration (Ccs) tanto cara all’industria degli idrocarburi di Eni e Snam. Infatti nella vulgata semplificatrice veicolata da tv e mass media, è l’idrogeno blu ad essere assunto a cavallo di battaglia del ministro Cingolani: che significa rivolgersi all’industria “hard to abate” e cioè a quella definita “sporca” (idrocarburi, acciaio, cemento ecc)“.

PNRR and economia circolare

@piqsels.com

Cos’è il Carbon Capture and Storage o Sequestration (CS)?

Noi ce ne siamo occupati diffusamente in questo post illustrando soprattutto il dibattito tra gli esperti sulla sostenibilità di questa pratica. E Rossano Ercolini sul Fatto Quotidiano scrive: ” Il CS attraverso differenti tecnologie (post combustione, ossicombustione e post combustione che include processi di gassificazione e di produzione di syngas anche da rifiuti soprattutto plastici) consente di catturare il biossido di carbonio emesso dagli impianti alimentati a combustibili fossili sottraendoli alla quota rilasciata in atmosfera. Esso prevede lo stoccaggio nel sottosuolo in formazioni geologiche.

In pratica sembrerebbe un via libera ai progetti Eni a Ravenna dove si prevede lo stoccaggio in mare della CO2 catturata e dell’Ilva di Taranto. Ovviamente, poiché pensar male è un peccato ma in questa “Italietta” non ci si sbaglia, i frequenti richiami al riciclo chimico delle plastiche eterogenee per produrre idrogeno e/o metanolo ci inducono a ritenere questo versante associabile al peana per il Ccs. Segni particolari di questa scelta: è costosissimo, poco testato (il modello è l’impianto norvegese di Mongstad in mare aperto – esistono solo 60 impianti del genere nel mondo) e potenzialmente pericoloso perché esposto ai rischi di terremoti che per esempio nel Mar Adriatico non mancano.

PNRR and Economia circolare

@Nina Aldin Thune by Wikipedia

Ed allora?

La conclusione  cui giunge Ercolini è che si sia fatto un favore ad una categoria che sembrava essere stata messa al bando :”Beneficiari: gli inquinatori. Ed ecco spiegato il via libera alle trivellazioni voluto da Cingolani. Se questa è la transizione ecologica, Dio ce ne scampi e liberi! Non a caso la versione “draconiana” del Pnrr è ancora più per compartimenti stagni della precedente e imposta dall’alto nel segno di un insopportabile approccio tecnocratico tipico del vecchio e devastante pensiero unico e lineare. E dire che Renzi che ora sta zitto come un topo aveva tuonato contro “troppo ristrette cabine di regia”! Evidentemente il rilancio di trivelle e dell’industria sporca del petrolio lo galvanizza, visti i suoi legami profondi con la ‘democrazia’ dell’Arabia Saudita!”

E’ evidente che la versione di Rossano Ercolini presenta alcuni spunti interessanti di riflessione sul PNRR. Le conclusioni politiche alle quali fa riferimento sono esclusivamente le sue e non rappresentano quelle di Impakter Italia che si occuperà di analizzare ancora più a fondo il Piano e di verificare in particolare passo dopo passo la sua applicazione ed i risultati.

 

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