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antonio lubrano

Le gioie della nostra burocrazia

Secondo un calcolo di qualche tempo fa, ma non giuro sulla sua esattezza, la burocrazia costa a ogni italiano poco più di cinquemila euro all’anno. Solo la Francia ci supererebbe un po’(seimila euro ) ma in termini di efficienza… Bè, lasciamo perdere.Tuttavia, noi cittadini vogliamo anche bene alla pubblica amministrazione. Non diciamo sempre : “cara burocrazia”? Tanto bene che ci dispiace saperla sorda alle nostre esigenze e perfino cieca.
Una riprova? Due.Anzi tre.
Tempo fa l’agenzia che gestisce l’edilizia pubblica di Reggio Calabria ha spedito a un inquilino una lettera di quelle che fanno venire la palpitazione di cuore: lo accusa di morosità e minaccia lo sfratto se non si mette subito in regola con l’arretrato. E sapete a quanto ammonta l’arretrato? A due centesimi di euro! Sì, 2 centesimi, avete letto bene.Tuttavia, nella sua infinita bontà il burocrate ha proposto all’inquilino moroso una via di salvezza: può rateizzare l’arretrato. Non spiega se in due o più rate..Dice: ma è la legge, noi impiegati dobbiamo attenerci al regolamento, al contratto, alle disposizioni che riceviamo, eccetera. Sì, però, c’è anche la vergogna, il rossore che infiamma le gote. O no? E a proposito di regolamento, questa viene dalla Gazzetta di Mantova di qualche anno fa. Una lettera: “Mio papà, morto il 4 dicembre, abitava in un casa popolare che abbiamo sgomberato il 5 febbraio. Subito dopo abbiamo comunicato le disdette delle varie utenze ; però l’azienda locale dei rifiuti ci comunica che dalla data della morte di mio padre,4 dicembre, al 5 febbraio verrà applicata la tariffa per non residenti”. Capite? Non essendo più vivo il defunto risulta non residente. Pazzesco.
E quest’altra non è male. Ce la racconta Repubblica, cronaca di Milano:
“Condannato per un omicidio commesso nell’ambito dello spaccio di droga, il signor Antonio Cavallo è ospite del carcere di Bergamo da tre anni. Ha scoperto di dover pagare un importo di tassa sulla casa dieci volte maggiore di quello che pagava da uomo libero. Il Fisco infatti ha considerato il carcere come la sua prima abitazione, perchè l’uomo lì aveva trasferito la residenza. Così la casa dove viveva prima dell’arresto è diventata la seconda abitazione su cui vengono applicate le aliquote Imu maggiorate”. Sì, ripeto, le vogliamo bene ma questo non ci impedisce di trovarla anche stupida la nostra burocrazia..
Dal libro degli aneddoti: Antistene, filosofo greco, allievo di Socrate e fondatore della scuola cinica, durante un pubblico comizio consigliò agli ateniesi di approvare una legge in virtù della quale gli asini da quel momento in poi si sarebbero chiamati cavalli. E perché? – gli chiesero. E Antistene: “Per nascondere la nostra vergogna di essere amministrati da asini!”

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