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la terra, il nostro pianeta

Le app per un consumo consapevole

Sono diverse ormai le app disponibili per aiutarci a capire quanto ciò che consumiamo e come ci comportiamo inquina o fa male alla salute nostra e del nostro pianeta. Queste app possono aiutarci a modificare il nostro stile di vita rendendolo più green e rendendoci consci di quali sono i nostri punti deboli relativamente all’impronta ecologica che lasciamo sul pianeta. Queste app ci aiutano quindi ad adottare uno stile di vita e un consumo più consapevoli, in linea con l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030.

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CREDITI IMMAGINE: MariusMB via Pixabay

Impronta ecologica e Overshoot day

Per capire meglio quali informazioni ci forniscono queste app, è importante capire che cosa sia l’impronta ecologica, ovvero “l’indice statistico che confronta il consumo umano di risorse naturali di una certa porzione di territorio, per es. un’area urbana, con la capacità della Terra di rigenerarle, stimando l’area biologicamente produttiva (di mare e di terra) necessaria a rigenerare le risorse consumate e ad assorbirne i rifiuti. Il concetto fu introdotto nel 1996 dal canadese William E. Rees e dall’ambientalista svizzero Mathis Wackernagel.” Questo concetto è strettamente legato a un calcolo effettuato sullo stile di vita occidentale, che ci dice “quanti pianeti servirebbero” per permettere a tutta la popolazione mondiale di vivere come vive la parte più ricca dell’umanità. Ciò ci porta anche al concetto di Overshoot day, ovvero la data in cui la domanda di risorse in un dato anno supera ciò che la Terra può rigenerare in quello stesso anno. Nel 2021 questa data cade il 29 luglio. Ciò significa che tutte le risorse del pianeta che utilizzeremo dal 29 luglio in poi non saranno rigenerabili dal nostro pianeta, e vivremo quindi il nostro dispendioso stile di vita “a credito” delle generazioni future.

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CREDITI IMMAGINE: geralt via Pixabay

Le app per l’impronta ecologica

Vista la gravità della situazione, sono molti gli strumenti che possono aiutarci a vivere in modo più sostenibile. Uno di questi strumenti è certamente il calcolo della nostra “impronta ecologica”. I siti e le app che ci aiutano a calcolarla tengono conto di diversi indicatori, come la dieta che seguiamo; in che tipo di casa viviamo; con quali mezzi di trasporto ci spostiamo più spesso e per quanti chilometri; quanto frequentemente voliamo in aereo e quanto ci spostiamo con ogni volo.

Siti come Giki, o la app “Carbon Footprint & CO2 Tracker for Travel and Food” ci aiutano così a capire se siamo sotto o sopra la media mondiale o del nostro paese in quanto a impronta ecologica. Sul sito Giki per esempio, dopo aver risposto a delle domande sullo stile di vita, verrà indicato un punteggio all’utente e una stima di quanti anni di vita rimarrebbero al pianeta se tutti vivessero con il dispendio di risorse della persona che ha eseguito il test.

La app “Carbon Footprint & CO2 Tracker for Travel and Food” invece, possiamo usarla inserendo durante la giornata i nostri spostamenti e il cibo che mangiamo. Per ogni viaggio, per esempio, possiamo inserire nella app i chilometri percorsi e con quale mezzo di trasporto per capire di quanta CO2 immessa in atmosfera siamo responsabili in quella giornata.

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CREDITI IMMAGINE: Caniceus via Pixabay

 

Le app per la scansione dei prodotti

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CREDITI IMMAGINE: ccipeggy via Pixabay

Esistono poi applicazioni come GreenChoice che utilizzano il codice a barre dei prodotti per indicarci l’impronta ecologica degli stessi. Purtroppo questa applicazione non può essere usata per i prodotti italiani, così come l’app Setai, realizzata da due italiani ma disponibile solo nel Regno Unito. Anche questa app, che speriamo approdi presto in Italia, è pensata per indicare al consumatore, scannerizzando il codice a barre dei prodotti con la fotocamera del cellulare, qual è l’impronta ecologica del prodotto alimentare che si sta per acquistare. Pensata infatti per essere utilizzata tra le corsie dei supermercati, Setai sul suo sito ufficiale dichiara che secondo le ricerche effettuate l’82% dei consumatori vorrebbe che l’impronta ecologica dei prodotti fosse indicata direttamente sull’etichetta degli stessi. Rimaniamo in attesa di questo cambiamento epocale e dell’approdo di queste utilissime applicazioni anche in Italia.

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