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lavoro e diritti umani

Lavoro e diritti umani in Italia? Sempre peggio

Lavoro e diritti umani. Qualche settimana fa avevamo annunciato la visita nel nostro Paese del Gruppo di lavoro in materia di diritti umani dell’Onu. Si trattava di verificare quanto e come le imprese italiane siano inclini ad intraprendere azioni decisive per porre fine allo sfruttamento dei lavoratori migranti stranieri e affrontare il loro status giuridico precario. I risultati dopo dieci giorni di visite non sono incoraggianti, anzi.

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani ha messo infatti allo scoperto gravi e persistenti abusi dei diritti umani in relazione alle attività delle imprese in Italia. Tali abusi includono condizioni di lavoro e di vita disumane per migliaia di lavoratori migranti, gravi problemi di salute e sicurezza sul lavoro e inquinamento ambientale che mette in pericolo la salute pubblica.

I lavoratori migranti, compresi quelli provenienti da paesi africani e asiatici, che lavorano in settori come l’agricoltura, l’abbigliamento e la logistica, sono intrappolati in un circolo vizioso di sfruttamento, schiavitù per debiti e abusi dei diritti umani che deve essere spezzato“, ha dichiarato Surya Deva, Presidente del Gruppo di lavoro. “Questo aspetto richiede un’azione decisiva da parte del Governo e delle imprese affinché garantiscano condizioni di lavoro dignitose a tutti i lavoratori.” E’ stato rilevato che il Governo italiano si sta dando da fare per smantellare il sistema di reclutamento illecito noto come “caporalato”, ma ha anche sottolineato che “molti lavoratori che vivono in condizioni disumane non intravedono alcun cambiamento positivo nella loro vita.” Le autorità governative, le imprese e i sindacati dovrebbero collaborare per migliorare tali condizioni e garantire che nessuno, compresi produttori e rivenditori, tragga vantaggio dallo sfruttamento della manodopera a basso costo. Ma non c’è solo questo in tema di diritti umani.

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Le violenze su minori e fragili

Quasi in contemporanea con la presentazione del gruppo di lavoro dell’Onu, è stata resa pubblica la X^edizione del “Dossier inDifesa” realizzato da Terre des Hommes. Ed anche qui la situazione è scoraggiante, addirittura spaventosa per l’Italia. I dati  elaborati per il Dossier dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminaleevidenziano le conseguenze drammatiche dei lunghi periodi in casa. Rispetto al 2019 nel nostro Paese si registra, infatti, un aumento del 13% delle vittime minorenni del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 del Codice Penale). Ben 1.260 bambine e 1.117 bambini hanno subito violenze in famiglia che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine, abusi che avranno ripercussioni per tutta la loro vita! Allarmante l’aumento delle vittime per tale reato nel decennio 2010-2020 che registra un +137%.

Anche se rispetto all’anno precedente nel 2020 il numero di minori vittime di reato è leggermente calato, passando da 5.939 a 5.789 (-3%) alcuni reati hanno avuto un incremento notevole, complice il lockdown. In un anno in cui i reati telematici sono cresciuti del 13,9%, non stupisce che anche un reato come la Detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minorenni sia in forte aumento, con un balzo del 14% delle vittime minorenni, e addirittura del 525% su 10 anni (2010-2020).

Per contro, la pandemia ha reso più complicata l’intercettazione di altre forme di reato, in particolare, a calare sono i casi di Abuso di mezzi di correzione o disciplina (-36%), quelli di Prostituzione Minorile (-34%), gli Atti sessuali con minorenni di anni 14 (-21%), i casi di Corruzione di Minorenne (-16%,) e quelli di violenza sessuale (-13%). Già qualche mese fa Terre des Hommes aveva messo in evidenza questo fenomeno spaventoso nel nostro Paese, con un’indagine di cui abbiamo dato conto in questo post.

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