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Laturo, borgo fantasma del selvaggio Appennino

Laturo. Un borgo fantasma isolato dal mondo, sperduto nella parte più selvaggia dell’Appennino. Paradiso degli escursionisti più esigenti.

Laturo, il borgo abbandonato “fuori dal mondo”

In provincia di Teramo, in frazione del comune di Valle Castellana, si trova il borgo abbandonato di Laturo. Sperso nei fitti boschi dei Monti Gemelli – Monti della Laga, è incastonato su uno sperone arenario a 860 metri di altitudine, a circa 3 chilometri a est del confine tra Marche e Abruzzo. Dagli settanta è entrato a far parte del lungo elenco dei borghi fantasma d’Italia. Gli unici che lo visitano sono per lo più amanti del trekking, innamorati del fascino selvaggio dei percorsi e dei boschi circostanti.

L’abbandono: una storia comune

Nato come villaggio di contadini e pastori, Laturo esiste almeno dal Quattordicesimo secolo. Ma si pensa che le sue origini possano essere più ancora più antiche. A favore di questa tesi, il ritrovamento delle rovine di una muraglia di circa 150 metri, le cui caratteristiche fanno ipotizzare una datazione dell’abitato originario di molto anteriore.

Negli anni Cinquanta del Ventesimo secolo Laturo era ancora abitato da circa duecento persone. Come in molti altri casi, nel il progresso economico del dopoguerra ha ulteriormente prosciugato la popolazione. A maggior ragione in luogo così particolarmente isolato, dove ogni comunicazione con l’esterno diventava un’impresa titanica. Gli ultimi irriducibili se sono andati negli anni Settanta. 

Laturo oggi

Laturo rappresenta un esempio estremo di borgo fantasma. Infatti non è solo lo stato di abbandono a caratterizzarlo, ma anche l’assoluto isolamento dalla civiltà. Il borgo si trova in uno dei luoghi più selvaggi e inesplorati dell’Appennino centrale. Vi si accede solo da alcune antiche mulattiere inagevoli. L’unica alternativa è addentrarsi nella fitta boscaglia. Il borgo è dislocato su due livelli. In alto, su un promontorio roccioso, si erge la chiesa di Sant’Egidio, di proprietà della Diocesi di Ascoli Piceno.

Costruita nella prima metà del Sedicesimo secolo, è menzionata dal Vescovo Camaiani nel 1571 e dal vescovo Nicolo II D’Aragona nel 1580, in entrambi i casi in occasione di una visita pastorale. Nella parte bassa si trova l’antico abitato.

Le case sono dei ruderi spesso pericolanti. di grande interesse è la chiesa della Madonna di Loreto, appartenente alla parrocchia di Valle Castellana.

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