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Migranti barcone

Lampedusa & Migranti: situazione insostenibile

Tutto come previsto. Appena arrivata la bella stagione, a Lampedusa iniziano gli sbarchi, mettendo in seria difficoltà il sistema di accoglienza. E denotando tutti i limiti delle politiche migratorie in Italia, così come dell’intera Europa. L’hotspot dell’isola, infatti, può ospitare un massimo di 250 persone: nelle ultime ore, i migranti erano quasi 1.500. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha annunciato di voler “rafforzare le capacità di gestione delle frontiere terrestri e marittime da parte delle autorità libiche”. E ha ribadito la presa di posizione: “L’Unione europea sia maggiormente coinvolta nella gestione del fenomeno migratorio che ha radici al di fuori della Libia e la vede come Paese di transito”. Ma al di là delle buone intenzioni, il governo sembra non usare gli strumenti a disposizione.

La denuncia di Oxfam Italia

Il caso è stato sollevato dalla Ong, Oxfam Italia,, sul mancato impiego di circa un miliardo e 200 milioni da parte del Viminale. Sono fondi che sarebbero già a disposizione per la spesa rifugiati. Ma che “non sono stati correttamente destinati allo sviluppo dei Paesi più poveri, ma nemmeno al miglioramento delle politiche di integrazione dei migranti arrivati in Italia”, ha denunciato Oxfam. La questione pare tecnica, ma non lo è.

“Nonostante la spesa indicata in legge di bilancio per la cooperazione nel 2019 sia pari a 5 miliardi di euro, i dati finali Ocse per lo stesso anno indicano che l’Italia abbia destinato all’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) solo 3,9 miliardi”, sottolinea un dossier della Ong. “Una discrepanza dovuta al fatto che il Ministero dell’Interno continua a indicare per questo settore cifre sproporzionate. Nello specifico su oltre 1,6 miliardi considerati come fondi destinati alla cooperazione, anche se destinati alla ‘spesa rifugiati’ in Italia, solo 397 milioni di euro sono stati riconosciuti come aiuto allo sviluppo dall’Ocse, ossia come spese dirette per l’accoglienza dei migranti”, aggiunge Oxfam Italia.

Cosa si può fare per Lampedusa

La questione è stata portata all’attenzione del Parlamento della deputata del Partito democratico, Lia Quartapelle, che ha sollecitato una risposta da parte della ministra Lamorgese per fare in modo che quelle risorse trovino un adeguato impiego: “Nel 2019, con la riforma del sistema di accoglienza, voluta dall’allora Ministro Salvini con i ‘decreti sicurezza’, nei centri di accoglienza straordinaria sono stati stralciati tutti i servizi per l’integrazione, riducendo l’offerta (e dunque la spesa correlata) sostanzialmente ai soli vitto e alloggio”, scrive la parlamentare dem. E Quartapelle sottolinea un altro elemento: “Basti pensare che il costo coperto dallo Stato per singolo richiedente asilo è passato da 35 a 21,35 euro, vale a dire meno 39 per cento al giorno per i centri più piccoli, meno 28-25 per cento per quelli più grandi”.

Di fronte a quanto sta accadendo a Lampedusa, diventa sempre più necessario riuscire a utilizzare al meglio qualsiasi centesimo a disposizione. E afferma Francesco Petrelli di Oxfam: “La domanda che viene lecito porsi quindi è come siano stati spesi gli 1,2 miliardi di euro ‘mancanti’ da parte del Ministero dell’Interno. Di sicuro non per lo scopo a cui sarebbero destinati, ovvero la lotta alla povertà nei paesi poveri. Né tantomeno per migliorare le politiche di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia o per aver dovuto gestire flussi migratori in ingresso più consistenti”. 

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