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“Sviluppo insostenibile”…: l’amianto che ci uccide lentamente

L’utilizzo straordinario che si è fatto dell’amianto nei vent’anni tra il 1950 ed il 1970 in tutto il mondo ma in particolare in Gran Bratagna sta uccidendo oggi. Nell’isola di Albione ci sono stati 2.523 decessi per mesotelioma, un tipo cancro causato dall’inalazione di fibre di amianto nel 2017 riferisce il Guardian. Il problema riguarda le scuole inglesi, circa 700 addirittura, nelle quali i rischi per la salute sarebbero altissimi.

Nel mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2017 le morti per questa causa sarebbero state 107mila.

Dall’Inghilterra, dal mondo all’Italia sempre a proposito di amianto. Secondo il rapporto specifico di Legambiente del 2018 in 15 Regioni, circa 370mila strutture contengono ancora amianto : 215mila edifici privati, 50mila pubblici, 20mila siti industriali e 65mila coperture in cemento amianto.

Per la cronaca, l’amianto fu messo fuori legge  27 anni fa con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto. Per ora gli effetti della legge sono questi: 21mila i casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012, 6mila morti ogni anno; 18 discariche in sole 8 regioni. Siamo in ritardo? Di più. Perché?

Non è ancora completo il censimento e la mappatura dell’amianto sul territorio nazionale, e quindi un piano che stabilisca le priorità di bonifica, magari partendo dalle scuole.

Bisogna informare di più i cittadini sui pericoli per la salute e sensibilizzare ulteriormente il personale tecnico (Asl, Arpa, medici del lavoro) perchè lavorino sulla rilevazione di luoghi e prodotti contenenti amianto e siano a conoscenza delle procedure per rimuoverlo.

Gli incentivi per la sostituzione dei tetti di amianto con i pannelli fotovoltaici, esauriti alcuni anni fa, andrebbero rimessi in vigore e collegati al decreto sugli incentivi alle energie rinnovabili.

Le poche discariche presenti nelle Regioni costano molto nel processo di smaltimento, sui tempi di rimozione ed incentivano l’abbandono incontrollato dei rifiuti. Dal punto di vista economico l’Italia non può più permettersi di esportare all’estero l’amianto rimosso, quindi servirebbe almeno una discarica per regione.

https://youtu.be/nmxk6FsejU0

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