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L’agricoltura si adatta ai cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici e le forti piogge con inondazioni al seguito, gli eventi climatici estremi da qualche anno stanno avendo un impatto fortissimo sulle coltivazioni e e la resa del bestiame, in Italia ed in Europa. Lo dicono i fatti e lo dicono – fatti e dati alla mano – quelli dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Blaž Kurnik, esperto degli impatti del cambiamento climatico e dell’adattamento all’ambiente dell’Agenzia afferma che :”Le proiezioni mostrano un aumento degli eventi climatici e meteorologici estremi in tutto il continente. Si prevede che il valore dei terreni agricoli diminuirà di oltre l’80 per cento entro il 2100 in alcune regioni dell’Europa meridionale, il che potrebbe portare all’abbandono dei terreni agricoli”.

Almeno 22 milioni di agricoltori e lavoratori agricoli dell’UE sono direttamente esposti agli estremi climatici e 44 milioni di posti di lavoro legati all’alimentazione potrebbero risentirne gli effetti. Tutti i sistemi agricoli europei stanno affrontando la sfida di adattarsi ai cambiamenti del clima per salvaguardare i suoi numeri più importanti: un ottavo della produzione mondiale di cereali, due terzi del vino e tre quarti dell’olio d’oliva, solo per citarne alcune. Nel 2018 l’Italia ha perso circa il 57% della sua produzione di olive, con altre colture e alberi da frutta colpiti, nel 2019 la Spagna, la siccità ha compromesso il 44 per cento della sua produzione agricola in generale.

Coltivazione di grano

Qualche dato accuisito

Un rapporto recente dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) evidenzia come le forti piogge che colpiscono i raccolti e inondano i terreni agricoli potrebbero anche aumentare fino al 35% nell’Europa centrale e orientale. Intanto l’aumento delle temperature ha costretto a spostare i raccolti verso il nord del continente negli ultimi 40 anni; le previsioni dicono che il cambiamento continuerà, e i raccolti hanno in quelle zone il potenziale per aumentare.

Le temperature più alte spingono i raccolti a crescere prima e a svilupparsi più velocemente. Cereali come il grano e il mais dovrebbero fiorire e maturare da una a tre settimane prima, soprattutto nell’Europa occidentale e settentrionale, dice l’AEA.

Il problema è che il caldo eccessivo fa crescere più velocemente i raccolti ma non dà loro il tempo necessario per accumulare abbastanza materiale biologico, il che può renderli meno produttivi; i raccolti di mais, grano e orzo sono già stati colpiti nell’Europa centro-meridionale ma nel futuro prossimo le rese di mais in Portogallo – per esempio –  potrebbero diminuire di 20 a circa 29 kg per ettaro all’anno tra il 2051-2080, ed anche la qualità dell’uva da vino spagnola potrebbe risentirne.

Nell’ultimo decennio, gli eventi climatici estremi legati ai cambiamenti climatici sono costati all’agricoltura e alle infrastrutture rurali italiane circa 14 miliardi di euro, secondo la Coldiretti. La Sardegna, dove le temperature medie di questo inverno sono state in media di 3° C superiori al solito, e dove le lunghe siccità si alternano a estese inondazioni, rischia un grave calo delle rese cerealicole nei prossimi 30 anni, secondo l’esperto di Meteonetwork, Allesandro Gallo. Se le temperature globali aumenteranno di 2°C, il deficit idrico di Cipro, Grecia, Italia e Spagna aumenterà la domanda di acqua per l’irrigazione tra il 4 e il 18% entro il 2100.

I litchi o ciliegina cinese dalla Sicilia

Cosa si sta facendo in Italia?

L’adattamento del settore ai cambiamenti climatici sarà cruciale; la pianificazione e l’attuazione delle politiche di adattamento a vari livelli è importante“, dice il Dr. Kurnik dell’AEA.

Ma gli agricoltori si stanno già adattando. In Sicilia, le colture di frutta tropicale come manghi, papaia o litchi sono diventate parte del paesaggio, poiché gli agricoltori stanno sfruttando le condizioni più calde. Nel distretto italiano di Castiglione in Romagna,  GECOsistema, una società di consulenza, ha utilizzato i dati C3S per aiutare un’autorità regionale del territorio e dell’acqua a pianificare strategie di irrigazione sostenibile; utilizzando gli scenari climatici per il 2020, 2050 e 2080, hanno collegato le proiezioni dell’approvvigionamento idrico alle rese di sei colture, tra cui kiwi, pesche e mais.

In Toscana, l’Agricultural Climate Advisory Services ha utilizzato le previsioni climatiche C3S per dimostrare come un parassita influenzerà gli olivi in condizioni climatiche mutevoli. Ha dimostrato che gli inverni più caldi possono favorire gli insetti parassiti e minacciare le rese di olive, informazioni che possono aiutare gli agricoltori ad adeguare le loro operazioni.

Fornire dati climatici utili agli agricoltori è fondamentale per adattare l’agricoltura europea alle condizioni climatiche e climatiche estreme. Diversi programmi del Copernicus Climate Change Service (C3S) stanno adattando i dati climatici e i modelli per aiutare l’agricoltura a rispondere meglio ai cambiamenti climatici. Il Copernicus Climate Change Service mira a fornire dati in tempo quasi reale per aiutare le decisioni agricole quotidiane e la valutazione delle colture. “La sicurezza alimentare è una preoccupazione globale e l’effetto del clima sull’agricoltura non può essere isolato in un singolo paese o regione“, spiega il direttore del C3S Carlo Buontempo. “Forniamo dati che possono essere inseriti nei modelli di coltivazione, così come una serie di indicatori rilevanti per il settore“. Questo include dati storici e attuali, così come indicatori e statistiche future sul clima, sui raccolti e sull’acqua.

 

 

 

 

 

 

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