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L’abuso di farmaci ai tempi del Covid

L’abuso di farmaci ai tempi del Covid è un dato di fatto registrato dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Che nel suo ultimo monitoraggio ha evidenziato con dovizia di particolari alcuni aspetti di questo rapporto tra gli italiani, non solo in realtà, e le medicine. Un rapporto spesso difficile, se non deviato come abbiamo avuto modo di scoprire più volte qui su Impakter Italia anche in relazione alla questione dello smaltimento dei medicinali da casa e dell’impatto sull’ambiente.

 

farmaci e Covid

L’abuso di farmaci in Italia ai tempi del Covid – CC0, public domain, royalty free Public Domain

I numeri del consumo di farmaci

Gli ultimi dati completi sono relativi al 2019. Ma sono impressionanti.In Italia si sono spesi 30,8 miliardi di euro per medicine, dei quali il 76,4% sono stati coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. Il 70 per cento degli italiani ha avuto almeno una prescrizione dal medico: cardiovascolari, gastrointestinali, per il sangue e gli organi emopoietici (quelli cioè che formano il sistema attraverso cui l’organismo produce i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine) sono le categorie di medicinali più venduti.

Per i farmaci di classe C, quelli a totale carico del cittadino, nel 2019 sono stati speci 5,7 miliardi di euro: il 53,6% attraverso una ricetta, il 46,4 % attraverso la cosiddetta automedicazione.

Per adesso sappiamo che nel 2020 è aumentato il consumo di ansiolitici. E che circolano 1605 confezioni di medicinali al giorno, circa 2 miliardi nel 2019. Un chilo di farmaci nella spazzatura all’anno per ogni cittadino in media. Forse qualche riflessione va fatta.

farmaci e Covid

L’abuso di farmaci in Italia ai tempi del Covid – CC0, public domain, royalty free

L’impatto psicologico del Covid sugli italiani

Con il professor Franco Idone, psichiatra, abbiamo cercato di andare a fondo sulla questione dell’impatto che la pandemia ha avuto sulla mente di tutti noi. Partendo però da ua domanda: perchè in Italia non si possono vendere le medicine in base alla prescrizione del medico (esempio: 2 compresse al dì per 7 giorni) ma bisogna comprare la confezione intera magari di 20 o 30 compresse?

“E’ un fatto di costume, di abitudine. Come lo sono molti aspetti di questa situazione che stiamo vivendo. O meglio molte reazioni alla pandemia che certamente è un fatto eccezionale. Per esempio le attese. Il non sapere cosa potrebbe accadere ha scatenato un delirio di influenzamento e si passa dalle attese benevole a quelle malefiche. Dall’andrà tutto bene” a è tutto un complotto.  Negare il fatto, il male, è un modo per fronteggiare la paura ed a questo serve il delirio. E’ come se oggi il Covid avesse preso il posto degli Ufo di qualche anno fa quando si era diffusa la paura dell’invasione degli alieni”.

E da questo l’aumento degli ansiolitici…

L’aumento degli ansiolitici si spiega in molti modi. In primo luogo vuol dire che nella tesa delle persone si è già verificata un’alterazione. Prendiamo la questione del vaccino. In molti si chiedono: il vaccino altera il codice genetico, ma in bene o in male? Ma se il virus non esiste perché devo vaccinarmi? Ecco la questione: la paura del virus è la paura di morire, di non poter affrontare una questione irrisolvibile. Ma è successo qualcosa di particolare: le persone apparentemente equilibrate hanno subìto uno stravolgimento da questa situazione, mentre per esempio persone affette da attacchi di panico non ne hanno più o affrontano la vita in modo diverso. L’impatto della pandemia sullo stato individuale è importante. Per noi addetti ai lavori alcun sono scompensati, ma queste stesse persone, almeno alcuni, credono di aver ricevuto una rivelazione. E non c’entra la buona o cattiva informazione. Persone con un basso o modesto livello di istruzione salgono in cattedra quando si tratta di difendersi o negare. Smettono di essere persone semplici e si trasformano.

Per tornare alla questione dell’abitudine ed al costume nel consumo di farmaci in Italia. Noi siamo un paese – ma non solo l’Italia magari – che viene dalla cultura del tutto facile, del tutto immediato, del non voglio problemi e comunque c’è una pasticca per tutto quindi che problema c’è? Questo fatto evidenzia però anche come il mondo di oggi stia reagendo dal punto di vista culturale alla pandemia. E’ come se il Covid avesse azzerato tutta la cultura e le tradizioni precedenti. Per fare due esempi di come l’uomo sarebbe in grado di reagire anche mentre sulla sua testa infuria un dramma. Nel’300 durante la peste nera fu prodotto un capolavoro come il Decamerone di Boccaccio. Nel 1941 durante l’assedio di Leningrado, Shostakovich ha scritto la sinfonia nr. 7, un capolavoro. Per ora non c’è niente di simile, magari tra un pò uscirà fuori ma questo mondo che era già impoverito culturalmente, ce la farà? Se l’aspettativa di tutti è tornare alla vita normale di prima di cui però ci lamentavamo…”

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