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La scalata sovranista ad Air France

Battaglia nei cieli a suon di azioni comprate “di nascosto”. Cosa c’è dietro la scalata “ostile” all’Air France? E quale sarà la contro-mossa francese ? E che succederà alla telenovela Alitalia ? Proviamo a scoprirlo.

 

Mentre in questi giorni nel nostro Paese va in onda l’ennesima puntata dell’annosa agonia di Alitalia, una “vecchia conoscenza”  dell’ex compagnia di bandiera, Air France, è oggetto di scontro tra Francia e Olanda. Dal 2003 il gruppo è franco-olandese, dopo la fusione con KLM, compagnia di bandiera dei Paesi Bassi.

Ora KLM ha rastrellato azioni per 680 milioni di euro al fine di acquisire quote per il 12,7%, facendo così salire la propria quota societaria al 14%, quasi raggiungendo quella francese che si attesta al 14,23%. Si è trattato di un blitz che ha messo in allarme Parigi e non solo. Il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, si è lamentato per non essere stato informato dell’acquisizione e ha dichiarato che “è essenziale rispettare i principi del buon governo e gestire Air France-KLM senza interferenze nazionali”. Ha poi definito l’operazione una “mossa incomprensibile e senza precedenti”.

Senza precedenti forse, incomprensibile non tanto. Cioè, la natura della mossa olandese è chiara e identificabile con un termine ben preciso: protezionismo, una tendenza nuovamente in preoccupante crescita in Occidente. La scalata è infatti portata avanti da un governo, essendo KLM compagnia di bandiera. Inequivocabile quanto rilasciato dal governo olandese: “Attraverso la sua partecipazione azionaria, il governo vuole essere in grado di esercitare un’influenza diretta sui futuri sviluppi della holding Air France-KLM per assicurare che gli interessi pubblici olandesi siano garantiti in modo ottimale”.

La mossa riaccende le tensioni tra gli alleati francesi e olandesi in Air France-KLM, proprio mentre la pressione si stava allentando dopo la crisi sfociata nelle minacce di dimissioni del numero uno di KLM, Pieter Elbers. Lo scontro pareva essersi affievolito con la conferma di Elbers, in cambio di un posto in più per Air France nel consiglio di sorveglianza di Klm e una struttura di potere più snella per eliminare gli ingombranti comitati che, secondo la parte francese, sarebbero all’origine del rallentamento del processo decisionale. Sebbene il neo ceo di Air France-KLM, Ben Smith – un canadese arrivato con il compito di calmare le tensioni con i sindacati – alla fine abbia deciso di rinnovare il mandato di Elbers, lo scontro di fatto non pare appianato. Di fatto, Air France e KLM dall’avvio del merger hanno operato in modo semi indipendente attraverso un complesso accordo che garantiva la presenza del governo olandese.

Come ha scritto  il Sole24ore. A quanto pare, niente di cui stupirsi. Secondo il SOLE 24 ORE, infatti, proprio in Olanda è allo studio una legge il cui obbiettivo è garantire alle società quotate “un periodo ‘di grazia’ di 250 giorni per ponderare un takeover ritenuto ostile”.

Red

 

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