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La rinascita dopo la pandemia? Nei piccoli borghi

La rinascita passa anche per un grande “piano nazionale” di recupero dei borghi. Una battaglia di Impakter Italia che in tempi di covid-19 diventa centrale per progettare la ripartenza.

La pandemia cambia la nostra quotidianità

La pandemia da covid-19 sta imponendo a tutti di ripensare il futuro, in ogni ambito. Lavoro, formazione, rapporti personali, svago. Niente sarà più come prima. Purtroppo, i rischi per la nostra salute e per la stessa sopravvivenza provengono soprattutto dallo stare a stretto contatto con gli altri. Pertanto, la via d’uscita è identificata inesorabilmente da una strategia che nella freddezza dei comunicati tecnici viene definita “distanziamento sociale”. Sappiamo che anche quando la diffusione del contagio rientrerà sensibilmente, saremo comunque tenuti a ripensare le nostre abitudini.

La rinascita e la prospettiva di una socialità più soft

Tutto questo sta facendo emergere una nuova e più motivata necessità di riscoprire una quotidianità socialmente più rarefatta, lontana dalla pressione della calca e del traffico tipici delle realtà urbane. Impakter Italia, fino dalla sua nascita (poco più di un anno fa) ha dato assoluta centralità a questo tema. Molto prima della spinta in tal senso impressa dalla pandemia, abbiamo iniziato una campagna martellante per la riscoperta e la rivalutazione del territorio italiano meno conosciuto e colpevolmente sottosfruttato. Attraverso numerosi articoli abbiamo mostrato quella bellezza trascurata dalla quale si può e si deve ripartire per uscire in modo vincente e sostenibile dalla voragine economica provocata dalla pandemia.

La campagna di Impakter Italia

Borghi, itinerari, cammini, gioielli dell’archeologia industriale, complessi architettonici. Impakter Italia ha scandagliato in lungo e largo il Bel Paese per mettere in luce le infinite potenzialità inespresse dove progettare un modo nuovo e più sostenibile di commercio, studio, ricerca e soprattutto turismo.

Quale risultato di questo nostro viaggio di approfondimento e promozione, abbiamo lanciato la campagna “Un piano Marshall per la bellezza sprecata”, di cui riportiamo di seguito la chiosa:

“un elenco esaustivo della bellezza perduta e sprecata del nostro paese è quasi impossibile. Certamente non tutto è recuperabile. Qualcosa lo è solo in parte. Ma in moltissimi casi si tratta di realtà che potrebbero essere ripensate e trasformate in centri di ricerca, intorno ai quali ricostruire un indotto sia di natura turistica sia di semplice sostentamento… Occorre l’interesse e la volontà politica per ripristinare bellezza e abitabilità, fascino e storia, vitalità e progresso. In tutto il mondo ci sono decine di  esempi a cui fare riferimento….E allora, cosa impedisce la progettazione di una sorta di “piano Marshall” per il recupero su vasta scala della bellezza sprecata? Cosa c’è, in Italia, più meritevole di grandi investimenti? Quale occasione migliore di investire nella nostra storia, contadina o aristocratica, per creare occupazione ad ogni livello? Proviamo a essere all’altezza della nostra storia. Abbiamo solo da guadagnarci”.

L’archistar Stefano Boeri pone il tema come strategico per la ripartenza

Ci fa dunque un immenso piacere vedere che oggi, un’autorità in materia come l’archistar Stefano Boeri, autore del “Bosco verticale”, dalle pagine di Repubblica metta questa tema al centro della strategia per la rinascita dopo lo choc della pandemia. “Ci sono 5800 centri sotto i 5mila abitanti, e 2300 sono in stato di abbandono.

Foto: V.Albani

Se le 14 aree metropolitane adottassero questi centri, con vantaggi fiscali e incentivi… E già ci sono luoghi meravigliosi dove ti danno la casa in un centro storico a un euro, in Liguria, e lungo la dorsale appenninica» afferma Boeri. Musica per le nostre orecchie. 

E i piccoli borghi sono d’accordo

E a ulteriore conferma che la nostra battaglia va nel verso giusto, registriamo la risposta che i piccoli borghi hanno dato a stretto giro alla proposta di Boeri sempre su Repubblica: “siamo pronti a fare la nostra parte, da tempo chiediamo incentivi fiscali, azzeramento del digital divide, messa in sicurezza del territorio e trasporti per riportare i giovani a vivere nei piccoli comuni”. Uncem e Associazioni dei borghi d’Italia propongono un “piano nazionale” che coinvolga tutti i principali attori. Questi i cardini individuati: riqualificazione; messa in sicurezza dagli eventi naturali quali terremoti, smottamenti e alluvioni; recupero del patrimonio artistico e architettonico; rigenerazione del tessuto commerciale e turistico di prossimità”. Come Impakter Italia ci auguriamo che a queste pulsioni per la rinascita segua un’adeguata attenzione da parte della politica. 

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