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La ricetta liberata. La modernità di Pellegrino Artusi

Per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi (1820/2020), il 9 e 10 Ottobre la Fondazione Casa Artusi organizza a Forlimpopoli due giorni di convegno sulla “Ricetta Liberata” per celebrare il rivoluzionario racconto della preparazione dei piatti di Artusi, il padre della cucina italiana.

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Foto di Filppo Nigro

È stato Pellegrino Artusi già quasi duecento anni fa a liberare la ricetta dal suo carattere “tristemente prescrittivo”, trasformandola in un racconto di vita, arricchito di ricordi, leggerezza e scienza. A questo punto la ricetta può volare alto ed esprimersi con ogni mezzo: la voce, la radio, la scrittura, l’immagine, fotografica o televisiva o cinematografica, senza dimenticare il disegno, il fumetto e l’arte grafica e pittorica: questi i temi nel convegno promosso da Casa Artusi. Un’evocazione ai molteplici linguaggi, mirata a una sintesi che serva non solo a illustrare il futuro della scienza in cucina ma un vissuto che la ricetta annuncia e implica quotidianamente. “La ricetta liberata” è un omaggio ad Artusi che legittima la nostra presenza in cucina, oggi, domani, sempre.

La modernità di Pellegrino Artusi

A partire dalla prima edizione del ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”,1891, l’opera di ricerca di Artusi è stata continua e paziente, supportata dal carteggio tra il letterato e chi gli scriveva da tutta Italia in cerca di suggerimenti o per segnalare pietanze ancora non censite nel volume. Fulcro di questo imponente lavoro fu la ricetta, con la sua dignità. E quindi la capacità di spiegarla bene, in polemica con i libri di cucina “incomprensibili e fallaci”. Il 9 e 10 ottobre, a Forlimpopoli, il convegno indaga sull’operazione portata a termine con successo da Pellegrino Artusi, che la ricetta l’ha veramente liberata dai suoi limiti tecnici, portandola nel mondo dell’aneddoto e del ricordo, e indirizzandola al tempo stesso verso una comunicazione e un utilizzo più efficace.

 La ricetta liberata – il convegno

 

Il convegno, ospitato all’interno della Chiesa dei Servi, si preoccuperà di confrontare i diversi linguaggi che utilizziamo oggi per parlare di ricette. Introdurrà i lavori il direttore di Casa Artusi, Alberto Capatti, e poi si avvicenderanno al microfono giornalisti di settori, docenti universitari, attori e creativi. Così si parlerà delle regole che orientano la scrittura di una ricetta e di come i ricettari siano d’ispirazione anche per il cinema; di come la ricetta abbia trovato uno spazio sempre più ampio in televisione (ma anche in radio, seppur più timidamente), e di come si faccia a fotografare una ricetta. Spazio anche alla scienza, per approfondire le implicazioni nutrizionali e gli aspetti legati alle nostre abitudini alimentari. E per finire un interessante interrogativo: “Si può fare letteratura – o addirittura poesia – con le ricette?”. Risponderà il professor Gino Ruozzi, ordinario di Letteratura italiana all’università di Bologna. A guidare il dibattito sarà Massimo Montanari, che è presidente del comitato scientifico di Casa Artusi.

 

Al convegno si partecipa gratuitamente, previa iscrizione sul sito di Casa Artusi, fino a esaurimento posti (l’evento potrà essere seguito anche in diretta streaming, sulla pagina Facebook della fondazione).

Ricette a fumetti

I temi dell’incontro saranno riecheggiati dalla mostra che inaugura proprio il 9 ottobre a Casa Artusi, per fornire una testimonianza per immagini del lavoro svolto da Pellegrino Artusi. Le Ricette a fumetti di Alberto Rebori (1955 – 2016), infatti, raccontano in 38 tavole per parole e immagini 20 ricette celebri dell’Artusi; il lavoro deriva dalle illustrazioni che Rebori ha firmato in occasione di un’edizione speciale del manuale dell’autore, pubblicata dall’editore Maurizio Corraini. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 25 ottobre, poi si sposterà a Parigi, presso l’Istituto Italiano di Cultura, per portare in tour, in modo originale, la modernità di un libro che è stato a lungo il testo più diffuso dell’editoria italiana.

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