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La raccolta differenziata con una foto. L’ideatore ne parla con Impakter Italia

La raccolta differenziata? Mai stata così semplice. Basterà avere in mano uno smartphone con l’app Junker installata e scattare una foto ai rifiuti. L’app farà il resto. In questo articolo l’ideatore dell’app spiega a Impakter Italia la “nuova frontiera” dell’intelligenza artificiale applicata alla raccolta differenziata.

La raccolta differenziata “intelligente”

La tecnologia alla base della novità introdotta da Junker, è il machine learning e image, ossia il riconoscimento automatico delle immagini. Fino ad oggi l’offerta comprendeva tre opzioni di ricerca della giusta categoria di rifiuto: per scansione del codice a barre, per simboli o per ricerca testuale. Ora, con l’innovazione introdotta, con lo smartphone sarà possibile inviare l’immagine al sistema. Questo, utilizzando “algoritmi e classificatori, riconoscerà l’oggetto e risponderà fornendo tutte le informazioni sui materiali che lo compongono e sulle corrette modalità di conferimento”.

Come spiega a Impakter Italia Giacomo Farneti, ideatore dell’app, “aiutare gli utenti a reperire le informazioni per una differenziata perfetta con meno clic possibili. Questo è il nostro obiettivo. Grazie alla nuova funzione di riconoscimento immagini sarà ancora più facile identificare gli oggetti sfusi o senza etichetta, che sono poi statisticamente anche quelli che mettono più in crisi i cittadini. Si tratta, naturalmente, di una versione sperimentale, che, lavorando in auto-apprendimento, si perfezionerà giorno dopo giorno grazie ai feedback degli utenti. Il risultato sarà un assistente personale smart di sostenibilità in grado di identificare, in modo rapido e preciso, qualunque tipo di oggetto si abbia necessità di conferire”.

Tutti i numeri del successo “partecipativo” di Junker

Junker è stata lanciata da Giunko 5 anni fa. Ad oggi, gli utenti che utilizzano l’app sono circa 1,3 milioni privati e quasi 800 comuni. La grande novità portata da Junker non è “solo” tecnologica, ma anche sociale. Infatti, se fino ad oggi questo tipo di applicazioni hanno trovato impiego soprattutto nel settore industriale, ora è l’utente privato a poterne più agevolmente usufruire. Come le aziende, anche gli utenti privati avranno sempre di più a disposizione nelle loro case strumenti per facilitare un’operazione cruciale per la salvaguardia dell’ambiente e il benessere di tutti.

E i numeri sono particolarmente significativi anche per il valore che hanno nel buon funzionamento dell’app. Junker infatti cresce e migliora con il crescere degli utenti e le interazioni con loro. Infatti, come spiega la CEO di Giunko, Benedetta De Santis, Il suo patrimonio di partenza è costituito da un database di circa 1 milione di immagini, che man mano saranno evolute grazie alla collaborazione degli utenti. Saranno loro i ‘maestri’ che aiuteranno il ‘cervellone’ ad apprendere e a diventare sempre più preciso nel riconoscere gli oggetti”.

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