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antonio lubrano

La pazienza ( che ci vuole ) sulle nostre autostrade

Ci vuole pazienza.   Quando ci mettiamo in viaggio con la nostra quattroruote di sicuro non ci viene in mente: l’idea di imboccare l’autostrada è già sufficiente a ben predisporci psicologicamente. Chi volete che pensi agli ostacoli? Nessuno. Ma è anche logico. In mente risuonano soltanto le parole di saluto della moglie o del marito: “mi raccomando, vai piano”. Da alcuni mesi questo “vai piano” ha una eco remota nella nostra mente perché nella realtà siamo costretti ormai ad andare piano: non dall’affettuoso consiglio dei familiari ma da chi cura le grandi arterie di comunicazione.

Gl’italiani che viaggiano con la loro macchina sulle autostrade della Penisola, se ne sono resi conto: qualunque percorso è diventato angoscioso per il numero di cantieri aperti. Bastano poche cifre a dimostrarlo: sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia e da Astm s’incontra un cantiere ogni 15 km; sulla rete Anas invece va un po’ meglio(si fa per dire): un cantiere ogni 46 km. In totale sono attivi attualmente da nord a sud 1700 cantieri. Un delirio, diciamo la verità.

La prima conseguenza ovvia di questo che gli ottimisti chiamerebbero “fervore di opere”, è il rallentamento del traffico, con la formazione di code lunghissime che provocano il nervosismo degli automobilisti, chiamati a misurare la loro pazienza per evitare incidenti di qualsiasi genere.  Sì, è vero, l’auto garantisce autonomia, lo sappiamo bene, ma così bloccati che senso ha l’autonomia? Il pensiero immediatamente corre all’ormai famoso “modello Genova”: come hanno fatto a riaprire il ponte Morandi in soli due anni? Se è stato escogitato un metodo nuovo perché non applicarlo a qualcuno almeno dei 1700 cantieri aperti sulla rete autostradale nazionale?  Già,ma che ce lo chiediamo a fare..

Sono domande che nel nostro Pese stentano a trovare una risposta, quale che sia. Per non dire che le file di auto ad ogni restringimento di carreggiata provocano l’ammorbamento dell’aria. E certo questo “sfogo” dei tubi di scappamento non fa bene sia all’ambiente che ai viaggiatori..Con tanti saluti al mondo green che tutti sogniamo..

 

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