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danno ambientale

La nuova definizione di “danno ambientale” dell’Ue è davvero più chiara?

La Commissione europea ha rese note le nuove linee guida in base alle quali si può definire il “danno ambientale“. Dice Virginijus Sinkevičius, commissario Ue all’ambiente che :”Rendendo più chiaro quando gli operatori sono responsabili dei danni ambientali che causano, queste nuove linee guida aiuteranno a raggiungere gli obiettivi della nostra strategia per la biodiversità e del prossimo piano d’azione per l’inquinamento zero”. 

Sarà che leggi e regolamenti hanno bisogno di un linguaggio particolare che solo in pochi sanno interpretare noi italiani in questo siamo maestri. Ma la sensazione è che in Europa le cose non vadano molto diversamente.

Le linee guida sono importanti perché la nozione di “danno ambientale”, basata sul principio “chi inquina paga“, è strettamente legata ad altre direttive Ue, in particolare quelle sugli uccelli, sugli habitat, la direttiva quadro sulle acque e quella sulla strategia per l’ambiente marino.

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La nuova definizione di “danno ambientale” dell’Ue è davvero più chiara? – @piqsels.com

Cos’è un danno ambientale

Nel documento, la Commissione europea specifica che la definizione di “danno ambientale” incorpora il termine “danno”, che è definito separatamente. Il termine “danno” non è autonomo (nel senso che gli obblighi della direttiva non si applicano al livello di generalità che si trova in esso). Quando si tratta di applicare la direttiva a situazioni concrete, è necessario basarsi sulle formulazioni più precise contenute nella definizione di “danno ambientale”. Nonostante questa riserva, la definizione di “danno” è importante non solo perché è incorporata nella definizione di ‘danno ambientale’, ma perché presenta quattro concetti di base che vengono perfezionati nella definizione più elaborata.

L’articolo 2, paragrafo 2, della Direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce che per “danno” si intende
un cambiamento negativo misurabile di una risorsa naturale o un deterioramento misurabile di un
di una risorsa naturale che può verificarsi direttamente o indirettamente“.

I quattro concetti fondamentali che si trovano nella definizione di “danno” sono:
l’ambito materiale di ciò che è colpito, cioè le risorse naturali e i servizi di risorse naturali
servizi di risorse naturali;
– Il concetto di effetti negativi, cioè cambiamenti negativi e menomazioni;
– La portata di questi effetti negativi, cioè quelli misurabili;
– I modi in cui questi effetti negativi possono verificarsi, cioè direttamente o indirettamente.

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La nuova definizione di “danno ambientale” dell’Ue è davvero più chiara? – @piqsels.com

Risorse naturali e servizi

L’articolo 2(12) della Direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce che “risorsa naturale” significa
le specie e gli habitat naturali protetti, l’acqua e il terreno“.

L’articolo 2(13) della direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce che per “servizi” e “servizi di
risorse naturali si intendono: “le funzioni svolte da una risorsa naturale a beneficio di un’altra risorsa naturale o del pubblico“.

Poi c’è la questione della misurabilità e del “direttamente o indirettamente”.

Affinché la definizione di “danno” sia applicabile, i cambiamenti negativi e il deterioramento devono essere “misurabili“. Misurabile significa che il danno deve poter essere quantificato o stimato, e che la situazione prima e la situazione dopo un evento dannoso deve poter essere comparata in modo significativo.

Direttamente o indirettamente
Infine, la definizione di “danno” prevede la possibilità che cambiamenti negativi o menomazioni possano verificarsi sia direttamente che indirettamente. Il termine “direttamente o indirettamente” riguarda il nesso causale tra un evento dannoso, da un lato, e specifici effetti negativi, dall’altro. A volte il nesso causale sarà diretto, come quando l’atto di deforestazione di un operatore di deforestazione di un operatore distrugge un habitat boschivo naturale protetto. A volte sarà indiretto, come quando gli scarichi di nutrienti in un corpo idrico portano al deterioramento di un lontano habitat acquatico protetto. Per la catena di causa ed effetto, è utile riferirsi a un modello fonte-percorso-recettore. I fattori di danno associati a un’attività professionale (cioè la fonte), possono passare attraverso l’aria, l’acqua o la terra (cioè il percorso) prima di
colpire una specifica risorsa naturale (cioè il recettore).

E’ davvero tutto più chiaro?

 

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