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Combustibili fossili inquinamento sad

La mobilitazione contro i sad, i soldi dati alle fonti fossili

Stop ai sussidi ambientalmente dannosi, i cosiddetti sad. Una richiesta che arriva per la Legge di Bilancio, in discussione al Senato, dove il sostegno non viene nemmeno minimamente intaccato. La manovra procede a rilento per varie divergenze politiche, ma su questo punto non c’è nemmeno una discussione. Eppure si parla di almeno 19 miliardi che, secondo le stime degli esperti, vengono destinati come sussidio economico alle fonti inquinanti.

Nemmeno l’istituzione del Ministero della Transizione ecologia, guidato da Roberto Cingolani, ha portato alcun cambiamento. Manca addirittura l’apertura al dibattito sulla reale riduzione di quegli investimenti che ogni anno sono presenti nel bilancio dello Stato. Risorse che producono il controsenso di garantire sostegno ad attività inquinanti. I soldi potrebbero essere dirottare sulle rinnovabili, se ci fosse effettivamente l’intenzione di procedere a una conversione dell’economia.

La protesta contro i sad

Così è partita una mobilitazione pacifica da parte di vari settori del mondo ambientalista, a cominciare da Gianfranco Mascia, attivista e scrittore ecologista. La protesta prevede uno sciopero della fame “a staffetta”. I vari aderenti hanno digiunato, passandosi il testimone. “Alcuni di noi hanno fatto 30 giorni personali di digiuno perché crediamo che questo sia il momento giusto per cominciare a dire addio ai finanziamenti alle fonti fossili. Ogni giorno, tra l’altro, scriviamo al ministro Cingolani chiedendogli di intervenire in prima persona, ma fino ad oggi senza successo”, spiega Mascia.

L’attivista e scrittore ha ripreso l’iniziativa, nonostante le prescrizione mediche sulle ripercussioni fisiche che potrebbe avere il digiuno. In pochi mesi, comunque, ha perso oltre 15 chili.  A Impakter Italia ha ribadito: “È uno degli impegni più importanti della mia vita, ne va del futuro del Pianeta e dei nostri figli”. Sempre in segno di protesta ha simbolicamente deciso di continuare a farsi crescere la barba, arrivata già alla lunghezza di 27 centimetri. “Quando saranno tagliati i sussidi dannosi all’ambiente, taglierò la barba”, ha fatto sapere. 

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