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La legge (della razza) è davvero uguale per tutti?

La legge è uguale per tutti? Pare proprio di no. E il razzismo che pervade il sistema giudiziario è uno degli elementi principali alla base di discriminazioni e disuguaglianze.

La legge della razza

La razza continua a essere una questione chiave durante la selezione della giuria. Soprattutto nei casi di uso eccessivo della forza. Questo fatto è tornato palesemente e dolorosamente all’attenzione dell’opinione pubblica ancora una volta quando, circa un anno fa, con la drammatica vicenda di George Floyd. Le immagini strazianti del suo fatale arresto hanno portato milioni di persone nelle strade a chiedere giustizia e hanno costretto a una ripensamento generale del controverso rapporto tra questione razziale e il comportamento della Polizia. Non sorprende che il processo a Chauvin, l’agente accusato di aver provocato la morte di Floyd, sia stato descritto come “uno dei processi più importanti che l’America abbia mai visto”.

Il rapporto controverso tra razzismo e Polizia americana

Il caso è stato difficile per la giuria. Non solo ha coinvolto la polizia, ma ha coinvolto anche e soprattutto la razza. Per le stesse ragioni, non era un’impresa facile selezionare giurati che potessero decidere il caso in modo imparziale. La razza è stata un elemento centrale durante la selezione della giuria. Il razzismo “istituzionale” nel sistema legale porta infatti spesso a risultati ingiusti per gli imputati e le vittime neri in cause penali e civili. Molti studi mostrano che i neri sono trattati ingiustamente nel sistema legale. Alcuni di questi casi sono stati ampiamente documentati da The Innocence Project.

Il razzismo piega la legge perché domina il sistema giudiziario

Il razzismo pervade ogni aspetto del sistema giudiziario americano. Il risultato è una lampante disparità di trattamento dei neri americani rispetto ai cittadini bianchi. Per gli stessi, identici crimini, i neri americani vengono arrestati più frequentemente, condannati più spesso, e solitamente per periodi detentivi più lunghi. Inoltre, hanno meno probabilità di essere scarcerati, a causa delle barriere su cauzione e libertà vigilata.

La Costituzione inapplicata

La Costituzione degli Stati Uniti proibisce di licenziare un giurato esclusivamente a causa della sua razza. Eppure, tutti i tribunali consentono a un avvocato di rimuovere un potenziale giurato senza motivo, secondo una procedura nota come sfida perentoria.

In questo modo, si  consente al razzismo di infiltrarsi nel processo di selezione dei giurati. Nei processi penali, ad esempio, i pubblici ministeri escludono percentuali sproporzionatamente significative di individui neri dai gruppi di giurie. E gli imputati criminali neri continuano a essere perseguiti da giurie interamente o prevalentemente bianche. In sintesi, la giurisprudenza esistente non ha ancora prodotto un metodo di selezione dei giurati che sia completo, totalmente equo e giustamente applicato. In tutto a discapito dei cittadini neri.

Traduzione parziale dell’articolo originale presente su Impakter.com, scritto da Ariana R. Levinson, Monnica Williams & Manzar Zare.

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