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calcio e sostenibilità

La faccia sostenibile degli Europei di calcio

È sbalorditivo che una morte su otto in Europa sia legata all’inquinamento atmosferico. Eppure, quanti di noi si rendono conto della portata del problema?“. La domanda se l’è posta Michele Uva, direttore per il calcio e la responsabilità sociale della UEFA, al momento di lanciare la campagna “Cleaner Air. Better Game” che in occasione dei Campionati Europei Under 21 maschili, ha svelato il lato tendente al sostenibile del mondo del calcio professionistico.

Sempre in quella occasione lo stesso Uva che lanciava un workshop dell’Uefa legati ai temi dell’inquinamento, ha detto: “Circa 90 milioni di persone giocano a calcio in Europa, rendendoci una delle più grandi ‘comunità’ al mondo ”. Come non essere concordi su entrambe le affermazioni del Dr.Uva salvo che magari alla prima, si può rispondere che basta essere aggiornati su quello che accade ogni giorno nella vita reale mettendo la testa fuori dall’isola del calcio. Ma la seconda affermazione, quella della comunità è molto importante perchè se questa comunità desse un maggiore spazio mediatico a quello che fa per la sostenibilità, forse sarebbe un esempio.

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Cosa fa il calcio

Bisogna dire la verità un pò di cose. Prima di tutto con la campagna “Cleaner Air, Better Game“, si è cercato di aiutare la Slovenia e l’Ungheria (che hanno ospitato l’Europei U21) a lasciare un’eredità positiva per gli sforzi futuri per combattere l’inquinamento atmosferico:  piantando alberi – come ha fatto il Giro d’Italia e come ci ha raccontato qui Stefano Iannacconne –  per intrappolare l’inquinamento da carbonio, fornendo biciclette per incoraggiare le persone a pedalare piuttosto che guidare le auto durante la competizione.

Euro 2020 è il punto di partenza, o meglio la prima tappa di un viaggio che l’organismo che riunisce Federazioni e club del Vecchio Continente, ha iniziato da un pò.Per esempio compensando tutti i voli prenotati per il personale, i delegati, gli ufficiali di gara e altri, e facendo in modo che tutti gli stadi ricicleranno e riutilizzeranno i rifiuti. La maggior parte delle città ospitanti le partite della fase finale hanno offerto il trasporto pubblico gratuito ai possessori di biglietto, ai volontari, ai media e allo staff UEFA, oltre a incoraggiare i tifosi a raggiungere a piedi lo stadio.

Il progetto concreto è di andare oltre questo torneo che si chiuderà domenica 11 luglio: c’è un programma di assistenza HatTrick della UEFA, che convoglia le entrate dell’EURO in progetti di sviluppo del calcio, finanzierà iniziative sociali e ambientali gestite da tutte le 55 federazioni nazionali europee. Attualmente, le federazioni affiliate alla UEFA possono richiedere fino a 100.000 euro all’anno per iniziative ambientali locali.

AncoraMichele Uva: “Per EURO 2020, stiamo compensando le emissioni di carbonio, ma l’obiettivo è ridurre significativamente il livello di emissioni legato ai nostri eventi. Riconosciamo che la UEFA non può passare da 100 a zero dall’oggi al domani, ma vorremmo raggiungere EURO 2024 in Germania dotati di un pacchetto completo di azioni di best practice per eventi calcistici più sostenibili. Ciò costituirà un’eredità per tutte le future competizioni UEFA”.

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E poi…

Tutti i soggetti coinvolti, dai giocatori ai tifosi, hanno avuto la possibilità di ridurre le emissioni personali impegnandosi in semplici cambiamenti nello stile di vita sulla piattaforma UEFA.Count Us In; .

Tutti gli attori del Torneo itinerante in 12 Nazioni diverse, sono stati chiamati ad aumentare la consapevolezza europea della minaccia dell’inquinamento atmosferico per la salute e lo sport globali. Circa 600.000 alberi saranno piantati nei Paesi dove si è giocato EURO 2020 e sono previsti investimenti in progetti per energie rinnovabili, per compensare le emissioni di carbonio legate ai viaggi che intraprenderanno tifosi, calciatori e staff UEFA per prendere parte alle partite.

Questo perchè se da un lato giocando in 12 stati diversi non è stato necessario costruire nuovi impianti né realizzare imponenti infrastrutture, dall’altro le squadre sono state costrette a spostamenti continui così come i tifosi. Per questo l’UEFA investirà in progetti di energia rinnovabile in partnership con South Pole per compensare le stimate 405.000 tonnellate di carbonio prodotte dai viaggi.

Tutto bello ed importante. Magari con un pò di pubblicità e sollecitazione dei media sarebbe stato meglio. E poi speriamo che non siano promesse da marinai.

 

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