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Jacinda Ardern premier Nuova Zelanda

Jacinda Ardern: la rivoluzione contro il gender gap e per i diritti

Un trionfo per i diritti e l’inclusione. Un manifesto per lo sviluppo sostenibile, all’insegna del rinnovamento. Con il volto della premier Jacinda Ardern che spicca. Dalla Nuova Zelanda arriva una lezione politica, come emerge dal primo elemento: almeno il 10% dei nuovi componenti dell’Assemblea è dichiaratamente gay, bisex o transgender.

Un risultato prezioso per gli attivisti Lgbti, senza alcun dubbio. Un altro dato che balza all’occhio è poi la sostanziale cancellazione del gender gap, problema che, tanto per fare un esempio, invece attanaglia anche i Paesi più avanzati in Europa. La vittoria dei laburisti, guidati da Jacinda Ardern, segna così un momento fondamentale, non solo per i neozelandesi. Perché può e deve fungere da modello internazionale.

Gli anni della leadership Ardern: il grande rinnovamento

Jacinda Ardern

Jacinda Ardern

Ardern, 39 anni, ha ottenuto la conferma al mandato di prima ministra in Nuova Zelanda. La sua leadership è emersa con determinazione durante la gestione dell’epidemia di Covid-19. Ma non è certo solo quello l’obiettivo raggiunto. Il risultato elettorale garantisce una maggioranza solida: i laburisti hanno conquistato 64 seggi sul totale di 120. Dunque, potrebbero governare senza la necessità di stipulare alleanze. Eppure la premier ha voluto avviare un confronto con i Verdi, che hanno eletto 10 parlamentari, per consolidare ulteriormente i numeri. In questo modo potrebbe avviare una stagione di politiche ambientaliste con un partner che fa del contrasto al cambiamento climatico il primo punto in agenda.

Ma perché tanta attenzione sull’esito elettorale neozelandese? I laburisti hanno eletto il 55% di donne in Parlamento, mentre i Verdi arrivano addirittura al 70% (7 eletti sul totale di 10). Un altro elemento rivoluzionario delle ultime elezioni è il rinnovamento della classe dirigente: molti vecchi parlamentari non sono tornati nell’Assemblea neozelandese. La maggior parte degli eletti è rappresentata dai cosiddetti millennial, ossia i nati tra il 1981 e il 1996.

Il programma di Jacinda Ardern

Gender pay gap

La Nuova Zelanda si prepara così a essere guidata da una maggioranza a trazione femminile. Il massimo esempio di questo periodo storico neozelandese, la Ardern appunto, è stata spesso descritta come una sorta di fenomeno mediatico. Durante la presidenza, infatti, ha avuto una gravidanza. E quando le hanno chiesto se fosse il momento migliore, lei ha risposto con perentorietà: “È assolutamente inaccettabile porre domande di questo tipo alle donne nel 2017. La scelta del momento giusto per avere dei figli appartiene alle donne”. Con una chiusura che è un inno contro il gender gap: “La scelta non deve determinare in alcun modo l’ottenimento o meno di un posto di lavoro”.

Il suo programma è stato tutto incentrato sul femminismo e l’ambientalismo. Ma nella sua azione ci sono tante misure sociale: il taglio dei costi per gli studenti universitari, le politiche per la casa rivolte alle fasce più deboli. E, ovviamente, la depenalizzazione dell’aborto entro le prime 20 settimane di gravidanza.

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