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Italiani Green

Italiani green? Solo a parole. Fatti? Veramente pochi

Italiani green? Più nì che sì. E’ il ritornello di questi anni: no Tav, No Vax ed ora Nì Green a meno che…Se si ascoltano e si leggono bene i cori o gli pseudo comunicati stampa di queste persone sempre pronte a scendere in piazza con rivendicazioni scientifiche verso il progresso, le frasi e gli slogan sono sempre le stesse, segno che l’importante è protestare, non avere un’idea reale di controproposta. Sembra di risentire le voci di Carlo Verdone ed Isabella de Bernardi (scomparsa in questo giorni purtroppo) nel film “Un sacco bello” quando sciorinavamo clichè e frasi di vita banali e mandate a memoria.

E veniamo agli Italiani green…

Tutto nasce dal rapporto “Climate Change 2021: the Physical Science Basis” del Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) delle Nazioni Unite, di cui Stefano Iannaccone ha scritto e raccontato qui la drammaticità e l’urgenza delle azzioni che chiama tutto il mondo a fare. L’opinione pubblica italiana è ormai sempre più cosciente e attenta al tema. I cambiamenti climatici, insieme al tema dell’occupazione e del lavoro, rappresentano la prima preoccupazione per il 53% degli italiani e la difesa dell’ambiente rientra tra le prime 5 priorità per il futuro.

Nel settembre del 2020 abbiamo dato conto di una ricerca condotta da Università Statale di Milano (Cattedra di Psicologia Sociale) e Italia in Classe A. Qui i risultati di quello studio, di quel rapporto. Che a compararli con i risultati che arrivano dall’Istituto di analisi e ricerche di mercato IPSOS di Parigi, sono un bel pò diversi.

La maggioranza degli italiani (86%) è favorevole alla trasformazione della nostra economia in una direzione sostenibile e green. All’interno di questa ampia quota di persone: il 47% ritiene giusta la transizione, ma è preoccupato per le difficoltà di attuazione in molti settori produttivi, mentre il 39% è un assertore convinto della necessità della metamorfosi sostenibile in tutti i segmenti produttivi e solo il 10% giudica pericolosa la spinta green e pensa che potrebbe mettere a rischio molte imprese. Nonostante la preoccupazione per il lavoro, la maggioranza degli italiani è orientata a una forte spinta green del nostro modello produttivo e il 63% ritiene sbagliato lasciare che un’azienda sia libera di inquinare, pur di difendere i posti di lavoro. L’evoluzione della coscienza ecologica del nostro Paese è ormai un tratto consolidato e coinvolge tutti gli elettorati, con differenze sempre meno marcate tra destra e sinistra. Il processo di presa di coscienza sul clima coinvolge le persone in prima persona, infatti, l’acquisto di prodotti green è percepito dal 52% degli italiani come un impegno diretto, di ogni individuo, per fare qualcosa di concreto per il pianeta e per le future generazioni”.

italiani green

@pixabay

Prodotti green e sostenibili, gli italiani sono disposti a pagare di più?

“In questo percorso evolutivo si fa sempre più strada, però, un mutamento importante: soltanto il 5% degli italiani ritiene assolutamente giusto che i prodotti green costino di più degli altri. Un altro 44% mostra una disponibilità limitata a sostenere incrementi di prezzo, mentre la maggioranza assoluta degli italiani (56%), sostiene che, per acquistare tali manufatti, non debbano esserci ricarichi sui consumatori. La posizione degli italiani è molto chiara: per il 48% sono le aziende che dovrebbero sostenere costi in più per avere prodotti ecosostenibili, riducendo un po’ i propri profitti. Un altro 37% pensa che debba farsene carico lo Stato, mentre solo il 15% ritiene che debbano contribuire anche i consumatori. Non solo, se un’impresa non intende adottare un modo di produzione sostenibile, per la maggioranza degli italiani, deve essere in qualche modo punita. Per il 38% il disimpegno deve essere reso pubblico, per consentire ai consumatori di decidere se acquistare o meno i prodotti. Per il 43% degli italiani, invece, l’azienda deve essere penalizzata dallo Stato. All’ interno di questa quota di persone, il 18% ritiene che lo Stato debba obbligare l’impresa a trasformare la propria produzione in un’ottica sostenibile e green, mentre il 25% ritiene giusto aumentare le tasse ai green-refrattari. Solo il 13% è contro qualunque forma di ritorsione verso le imprese che non scelgono la sostenibilità produttiva”.

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