Back
Italia e 17 obiettivi

Italia ed i 17 obiettivi dell’Agenda 2030: male, male, male

L’Italia ed i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030: la fotografia che si volesse scattare per una sintesi restituirebbe l’immagine di un paese in affanno alla ricerca di equilibrio e di sè stesso in quella che come abbiamo sentito dall’IPCC, è diventata per il mondo, l’ultima curva prima del collasso.

Insomma un’immagine del tutto diversa da quella che sociologi ed esperti tuttologi hanno voluto creare del nostro Paese, folgorati dal luccichio delle medaglie olimpiche che li ha portati a dire che l’Italia nonostante tutto c’è. Senza contare che in quella messe di medaglie anche c’è il senso di un paese scollato ed in difficoltà : la gran parte di quei 40 allori è stata vinta da atlete ed atleti che appartengono a Gruppi sportivi militari, 176 a Tokyo, su e che dunque solo grazie al supporto economico a fine mese del corpo cui fanno riferimento riescono a fare sport. Il sistema sport italiano non esiste.

D’altronde come si comprende leggendo il report  dell’Istat che ha studiato il rapporto tra il nostro paese e gli obiettivi dell’Agenda 2030 la situazione non è buona, anzi. Il rapporto annuale dell’Istituto di statistica sugli SDGs riporta che la percentuale di criteri di sostenibilità in miglioramento nel 2020 rispetto al 2019 è del 42,5% mentre il 37% è in peggioramento.

Nel 2019, invece, la percentuale di criteri in miglioramento rispetto a 10 anni prima era del 60,5%, mentre il 19,1% era invariato e il 20,5% in peggioramento. Su tutto naturalmente, sui dai del 2020 nello specifico va considerata la violentissima influenza della pandemia che ha sconvolto e distrutto centinaia di milioni di vite e l’economia.

Italia e 17 obiettivi

@pixabay

Uno sguardo alle Regioni

C’è una situazione  decisamente migliore nel Nord-est rispetto a Sud e Isole. In particolare, nelle Province Autonome di Bolzano e Trento più del 40% degli indicatori si trovano nella parte alta delle valutazioni, quella più virtuosa, così come la Valle d’Aosta. Nel Nord-ovest gli indicatori assumono una distribuzione più favorevole in Lombardia rispetto a Liguria e Piemonte. Nelle regioni centrali emerge la posizione meno favorevole del Lazio, che presenta un numero più elevato di indicatori nella seconda fascia di valutazione, rispetto a Marche, Toscana e Umbria, caratterizzate da una prevalenza di indicatori nella terza e quarta fascia. Nelle regioni meridionali i valori degli indicatori sono tra i più bassi, con una prevalenza nella prima fascia (quella più svantaggiato) soprattutto in Sicilia, Campania e Calabria, mentre in Abruzzo la distribuzione appare più vicina a quella del Lazio.

L’Istat propone anche una prima mappatura delle corrispondenze tra gli SDGs e le 6 missioni previste dal Pnrr.

Sono 297 le misure statistiche degli SDG, riferite a 100 indicatori Onu, che possono essere collegate alle 6 missioni del Pnrr. Considerando questo insieme di misure statistiche, il 9,4% sono associabili alla missione 1 sulla digitalizzazione, il 37,1% alla missione 2 sulla transizione ecologica, il 5,4% alla missione 3 sulle infrastrutture sostenibili, il 13,8% alla missione 4 sull’istruzione e la ricerca, il 21,2% alla missione 5 sulla coesione e inclusione e il 13,1% alla missione 6 sulla salute. Ad esempio, la copertura vaccinale antinfluenzale della popolazione anziana, che ha registrato un significativo incremento nella stagione invernale appena trascorsa (+12 punti percentuali, raggiungendo il 66,5% degli over65 rispetto al 54,6% della stagione precedente) mostra un aumento della distanza tra le regioni più virtuose e quelle con percentuali più basse di vaccinati.

Italia e 17 obiettivi

@Istat

Dall’obiettivo 1 al 9 come va

Male. L’Italia ed i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, qui facciamo un esame del nostro rapporto con i primi 9 obiettivi. Siamo più poveri a meno che una famiglia non abbia in casa un parente anziano titolare di una pensione che contribuisce al reddito. Abbiamo quindi più persone in difficoltà nel fare la spesa e nel fare un pasto proteico almeno un paio di volte a settimana. Siamo più malati: diabete, ipertensione, obesità e consumo eccessivo di alcol.

Abbiamo pochissimi servizi per la prima infanzia pubblici e privati, ed una delle percentuali più basse di laureati d’Europa, il 27% contro il 40% nella fascia d’età fra i 30 ed i 34 anni scrive l’Istat. L’aggiornamento continuo delle competenze digitali è stato penalizzato dalle chiusure di attività, scuole, luoghi di apprendimento dovute alle misure di contenimento sociale.  Le competenze in Italiano e Matematica peggiorano nell’anno scolastico 2020/2021 per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria di secondo grado. Particolarmente grave la situazione per gli studenti residenti nel Mezzogiorno.

Nel 2020 più di 49 le donne ogni 100.000 si sono rivolte al numero verde 1522 perché vittime di violenza, nel 2019 erano state circa 27. L’aumento delle chiamate è stato diffuso tra le regioni. La tipologia di violenza maggiormente segnalata è quella psicologica che quasi sempre si accompagna a quella fisica, ma anche ad altri atti di violenza (come le minacce, la violenza economica e sessuale).

Siamo il paese europeo che continua a consumare – e sprecare – l’acqua convinti che sia una risorsa inesauribile: in media 215 litri a persona al giorno. Ma che ci fa ognuno di noi con tutta quest’acqua a parte lavarsi e cucinare?

Nel disastro che emerge, un dato di conforta: per il sesto anno consecutivo, l’Italia è tra i Paesi dell’Unione Europea che superano il target assegnato dagli Obiettivi 20-20-20 (una serie di leggi volte a garantire che l’UE raggiunga i suoi obiettivi in materia di clima ed energia entro il 2020) rispetto al consumo di energie rinnovabili.

Nel 2020 l’evoluzione del Pil è stata fortemente condizionata dalla crisi del COVID-19 e dalle relative misure di parziale fermo delle attività produttive: il prodotto interno lordo ha subito in Italia una caduta eccezionale (-8,9%) di entità superiore sia all’area euro (-6,5%), sia all’Unione Europea (-6,1%). Il Pil per abitante è diminuito dell’8,4%.

Infine, ma solo per questa disamina degli obiettivi dell’Agenda Oni 2030 dal numero 1 al numero 9 siamo fissati su un punto e non ci sblocchiamo: tra il 2010 e il 2019, il trasporto passeggeri su treno e aereo ha segnato un deciso aumento, mentre le merci continuano a essere movimentate in prevalenza dal trasporto su strada.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup