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“Io sono Oceano, noi siamo Oceano”

“Io sono Oceano, noi siamo Oceano”. Questa frase è risuonata più volte durante la presentazione del Decennio del Mare nella sala del Teatro No’Hma di Milano. L’hanno detta tutti i relatori che si sono alternati sul palco o in collegamento video da tutta Europa.  L’evento, di cui Impakter Italia è media partner ha lanciato in tutto il mondo l’iniziativa organizzata dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO) in collaborazione con Worldrise, associazione attiva nella salvaguardia dell’ambiente marino e nel coinvolgimento delle nuove generazioni.

Obiettivo è quello di promuovere i dieci anni che vanno dal 2021 al 2030 che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare alle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile. “Perchè  – come ha detto da Parigi Vladimir Ryabinin, Segretario Esecutivo della Commissione Oceanografica Intergovernativa – il mondo è sempre più “science-intensive” e la scienza deve essere il traino dei cambiamenti“. “Perchè – come ha ribadito Ana Luiza Thompson-Flores, Direttore Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa – l’Oceano è il nostro più potente alleato nel contrasto ai cambiamenti climatici e per assicurare il nostro benessere“.

Decennio del Mare – License: Free for personal & commercial use

Tutti devono aiutare l’Oceano

Sinergia, responsabilità, intervento di ogni componente della società civile: la fotografia della “chiamata alle armi” durante il Decennio del Mare è racchiusa in questi concetti. Livia Pomodoro, padrona di casa perchè Presidente del Teatro No’Hma ha parlato dei giovani :”Bisogna tracciare delle strade nuove ma per poterle percorrere con successo è necessario avere dei compagni di strada. I giovani sono già coinvolti e dobbiamo coinvolgerli ancora di più in questo Decennio nel quale possiamo cambiare la storia“.

Massimo Gaudina, Capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea ha parlato del progetto di ricerca scientifica sui mari del Vecchio Continente della Commissione stessa “Stella Marina” che ha cinque indirizzi: la conservazione; la rigerenerazione; la lotta all’inquinamento; la decarbonizzazione e la nuova governance. Ed ha raccontato come entro il 2030 l’Europa vuole arrivare a costituire il 30% delle sue acque in riserve naturali protette.

E poi Mariasole Bianco di Worldrise onlus ha ribadito i concetti che fanno dell’Oceano la base portante della vita dell’uomo:”Più del 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo arriva dal mare che assorbe il 30 per cento della Co2. E il 71% del pianeta Terra è ricoperto di acqua. L’Oceano trasporta calore e nutrimento, 1 persona su 5 dipende dal mare riguardo alle proteine. L’Oceano, il mare unisce non divide, porta beni e servizi, se fosse una Nazione sarebbe la settima economia del mondo. E la stima è al ribasso perchè noi abbiamo esplorato solo il 5 per cento delle acque che ci circondano. Perché? Questione di budget: con quello che ha a disposizione in un anno la NASA, la NOAA )National Oceanic and Atmospheric Adiministration) americana lavorerebbe per 1600 anni…C’è di più: abbiamo scoperto che nelle fonti idrotermali ci sono dei microrganismi che ci aiutano nella ricerca sui virtus come il Covid, la Sars e via dicendo. L’Oceano è enorme ma non le sue risorse: se continuiamo così forse nel 2050 ci sarà il collasso della pesca commerciale. Ed allora? Possiamo ancora cambiare rotta, abbiamo le soluzioni. La resilienza della Natura è fortissima ma dobbiamo lasciarle lo spazio di mettere a posto le cose“.

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Una data storica

Il 5 dicembre del 2017 l’Assemblea Generale dell’ONU ha dichiarato ufficialmente che il decennio dal 2021 al 2030 sarebbe stato quello dello Scienze del Mare. Un grande giorno, una grande vittoria per la nostra comunità e per tutti.” Così ha aperto il suo intervento Francesca Santoro, Specialista di Programma e coordinatrice del programma di educazione all’oceano della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO. “Nella sua storia l’ONU – ha proseguito la Santoro – ha dichiarato 45 decenni tematici, noi vogliamo che questo sia diverso da tutti gli altri in modo significativo. Vogliamo fare una “rivoluzione” sviluppare una visione. Trasformare la ricerca, cambiare anche il modo di fare ricerca, che sia trasformativa, coraggiosa, innovativa per offrire soluzioni. Lavoreremo sugli obiettivi attesi e sulle sfide. Vogliamo conoscere meglio l’Oceano per comprendere meglio – per esempio – il rapporto con i cambiamenti climatici. Abbiamo bisogno di tutti, più donne, più giovani perchè la nostra domanda principale è : qual è l’Oceano di cui abbiamo bisogno? Sano, pulito, attivo, predicibile ma anche che ci ispiri“.

Ogni euro investito nelle aree marine protette ne genera 3 di ritorno e guadagno ha detto Silvia Bartolini, Capo Unità Ambiente Marino e Industria dell’Acqua della Commissione Europea. E Simona Masina del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti Climatici :”L’Oceano finora ha nascosto i suoi mali, ha attutito, assorbito il calore immesso dall’uomo nell’atmosfera. Negli ultimi 50 anni ha addirittura assorbito il 90 per cento dell’energia in eccesso che l’uomo ha prodotto. L’Artico è sempre più blu e non va bene. Il livello delle acque si alza di 3 millimetri l’anno e le cause sono così distribuite: per un terzo è responsabilità dell’espansione termica; per un terzo la causa è la fusione dei ghiacci polari ed un terzo per la fusione dei ghiacci montani“. Sembrano cose lontane da noi ma è falso. E Simona Masina spiegherà ad Impakter Italia il perchè.

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Altro?

Sì. Molto altro di cui è impossibile dare conto perchè tutti gli interventi sono stati importanti ed hanno aggiunto riflessioni pratiche all’idea di lavorare tutti insieme al Decennio del Mare. Di due interventi però è qui rilevante dare conto. Il primo, quello del Dr.Antonio Pietroiusti, Medico del Lavoro, esperto di tossicità ambientale all’Università di Tor Vergata di Roma. Che ha parlato dei nanomateriale e delle implicazioni che hanno sulla salute dell’uomo quando vengono ingerite. “Sono comuni materiali di dimensioni molto piccole. Ormai si trovano negli oggetti di largo consumo, anche nei cibi: la mozzarella con un certo materiale è più bianca, la birra fa più schiuma. Le nanoplastiche sono quelle di cui si parla di più perchè se ne trovano tante come la plastica. Ma questa è un materiale inerte. Sulle nanoplastiche ancora non sappiamo tutto quello che vorremmo, sulle loro proprietà biologiche e potremmo scoprire che non sono inerti. Certo questi nanomateriali sono in gradi anche di attraversare la placenta e di creare un problema al feto.

L’altro intervento di cui dar conto è stato di Daniela Mainenti, Docente di Diritto Processuale Penale comparato dei Paesi Euro-Med e fondatrice di Donne di Mare. La sua lotta alla pesca illegale e il suo impegno per un consumo di pesce logico e secondo le stagioni naturali hanno colpito molto la platea. “Verso la fine del lockdown a Palermo abbiamo coinvolto un centinaio di persone in una iniziativa nella quale gli portavamo a casa il pescato di giornata. Che ovviamente era il pesce che si poteva pescare in quel periodo, aprile, maggio, perchè era una pesca che seguiva il corso naturale dei pesci. Ebbene molte di queste persone hanno creato problemi perchè volevano ordinare un certo tipo di pesce che invece in quel momento non si doveva e poteva pescare. Tutti vogliono il pesce spada a dicembre ma nessuno si chiede se è una scelta giusta dal punto di vista del pesce, del mare ed anche dell’alimentazione. Per non parlare del tonno“.

Qui una parte della presentazione

 

 

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