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Dieta mediterranea

Inquiniamo tantissimo anche con la Dieta mediterranea

Dieta mediterranea incredibile: proprio noi  italiani non la sappiamo utilizzare al meglio. Nè per dimagrire nè per contribuire ad una riduzione dell’inquinamento dell’aria. Lo dimostrano ricerche scientifiche. Di una abbiamo scritto due anni fa qui: la Commissione Eat-Lancet, che riunisce 37 esperti di 16 paesi specializzati in nutrizione, salute e sostenibilità ambientale, nel gennaio del 2019 aveva  pubblicato su The Lancet  uno studio con il quale evidenziava come siano essenziali una serie di cambiamenti nelle pratiche di produzione e consumo alimentare, per nutrire in modo sostenibile una popolazione mondiale di 10 miliardi di persone nel 2050 evitando 11,6 milioni di morti l’anno.

Produzione, trasporto, consumo e smaltimento del cibo: argomenti molti trattati da Impakter Italia perchè en presto abbiamo scoperto quanto siano determinanti per l’inquinamento ma anche per iniziare a mettere insieme quei comportamenti individuali che moltiplicati per un numero imprecisato di persone formano una nuova cultura della nostra vita in termini di sostenibilità.

Tornando alla ricerca della Commissione Eat-Lancet, a distanza di due anni è cambiato qualcosa?No. Dopo la foto, gli aggiornamenti.

Dieta mediterranea

@piqsels.com-id-sfsdz

Dall’Università Federico II° di Napoli

Rispetto a quell’indagine/ricerca pubblicata nel 2019, un gruppo di ricercatori dell’ateneo napoletano ha fatto un aggiornamento, “Tendenze recenti nelle abitudini alimentari della popolazione italiana:Impatto potenziale sulla salute e l’ambiente” lavorando ovviamente sullo stesso periodo preso in esame da quella. Ebbene senza entrare nelle diverse pagine della ricerca, ecco come si chiude lo studio:

“In conclusione, i recenti cambiamenti nelle scelte alimentari della popolazione italiana sono eterogenei in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente, poiché alcuni di essi (meno carne rossa e grassi animali e un maggior consumo di frutta secca) sono benefici, mentre altri (verdure, frutta e verdura, ecc. carne rossa e grassi animali e maggior consumo di frutta secca) sono benefiche, mentre altre (riduzione di verdura e riduzione della frutta) sono dannosi. Inoltre, il consumo di legumi, carne di maiale e zuccheri sono stati abbastanza stabili nel tempo, mentre più legumi e meno carne di maiale e zucchero sarebbe stato più appropriato. Nel complesso, nonostante i forti legami tra la dieta mediterranea tradizionale e la cucina italiana, le attuali abitudini alimentari della popolazione italiana non sono pienamente coerenti con una dieta sana e sostenibile.

Le informazioni fornite dal nostro studio possono rappresentare un utile background per promuovere programmi di educazione alimentare insieme a interventi sul sistema alimentare volti a migliorare la disponibilità e l’accessibilità economica dei prodotti con un migliore impatto sulla

salute umana e sull’ambiente. Inoltre, i dati possono aiutare a capire quali caratteristiche della dieta mediterranea tradizionale sono più difficili da conciliare con gli stili di vita delle persone in un mondo globalizzato, facilitando così misure su misura per la promozione della dieta mediterranea in diversi contesti culturali”.

Dieta mediterranea

@pixabay – salad-g2fb58951b_1280

Nella ricerca ci sono varie tabelle legate ai diversi modi di consumare il cibo: meno carne e più verdure; più frutta secca e meno formaggi; meno zuccheri ed un moderato uso del pesce solo per riassumere cose che magari sappiamo già. Ma che evidentemente non facciamo, nonostante ci porterebbero ad un risparmio pro capite di 725 chilogrammi di emissioni di Co2, addirittura il 50 per cento.

Altro? Beh una tabellina veloce: 1 kg di carne di manzo equivale a 27 kg di Co2; 1 kg di formaggio a 13,5 kg di Co2; 1 kg di carne di maiale per 12,1 kg di Co2; 1 kg di pollo per 6,9 kg di anidride carbonica; 1 kg di uova equivale a 4,8 chili di Co2; 1 chilo di patate produce 2,9 chili di emissioni; 1 chilo di riso fa 2,7 chili di Co2; 1 kg di legumi o di verdura producono rispettivamente 2 kg a testa di Co2 mentre 1 kg di frutta ne fa solo..1,1.

 

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