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Ingurtosu, gioiello dell’archeologia industriale

Ingurtosu. Un distretto minerario abbandonato con una storia millenaria, che nella prima metà del Novecento è stato uno florido complesso minerario.

L’archeologia industriale in Sardegna

Il villaggio di Ingurtosu si trova a poco più di 5 chilometri dallo splendido mare della Costa Verde, nel sud della Sardegna. Dell’antico splendore industriale oggi sono rimasti solo alcune strutture pericolanti. Lo stesso vale per le 5mila e passa anime che lo abitavano fino agli Sessanta del Ventesimo secolo, quando era uno dei siti minerari più importanti e floridi d’Europa. Oggi infatti resistono solo poche famiglie. Un censimento del 2011 ha registrato la presenza in pianta stabile di appena 9 irriducibili. Eppure, al di là della decadenza, questo complesso minerario abbandonato è dotato di un fascino particolare che attrae turisti e semplici curiosi.

Questo ne fa uno dei siti di archeologia industriale più interessanti del nostro paese. Il sito oggi fa parte del  del Parco Geominerario della Sardegna. La nota dolente è la mancanza di progetti di lungo respiro volti a rivitalizzare l’area. Come spesso abbiamo documentato, lo spreco del potenziale del nostro territorio è una piaga che non riusciamo combattere.

La millenaria storia mineraria di Ingurtosu

Quando i Romani si lanciarono alla conquista del Mediterraneo con la prima guerra punica, già si avevano notizie di attività estrattive in questa parte della Sardegna. Quest’ultima finiì in mani romane nel 238 a.C. L’intervento di Roma dette un forte impulso alle attività minerarie. Oggi si hanno numerose testimonianza archeologiche di questo passato millenario dell’area di Ingurtosu. L’inizio dell’attività estrattiva di cui sono testimonianza i ruderi oggi visitabili è databile alla metà del Diciannovesimo secolo. Era il 1853 quando aprì i battenti la Società Mineralogica di Gennemari, da parte di Luigi e Marco Calvo.

Foto: Gianni Careddu

Espansione e declino del sito

Nel 1899, con l’intervento della società inglese Pertusola Limited giunsero i capitali che consentirono al sito di crescere a dismisura. A quel punto intorno ebbe inizio un’opera di urbanizzazione ed espansione del sito, con la reazione di un consistente indotto. La società di estrazione arrivò ad impiegare 2500 lavoratori, al seguito dei quali giunsero circa 3500 familiari. Delle attività adiacenti a quella minerarie ebbe grande impulso quella edilizia. La proprietà infatti fece costruire alloggi per i nuclei familiari dei dipendenti. Quello che aveva attirato gli investitori inglesi era stata la scoperta del ricco filone del Brassey. Ma nella prima metà degli anni Cinquanta, con il suo progressivo esaurimento, iniziò il declino di Ingurtosu. Nel 1973 l’attività estrattiva cessò del tutto.

 

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