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Infanzia a rischio: il mix di (mal)nutrizione, clima e junk food

Un mondo con 250 milioni di bambini malnutriti. E 2 miliardi di persone che non riescono a raggiungere un percorso di sviluppo a causa di guerre, cambiamento climatico e disastri naturali. Ma nemmeno nei Paesi più sviluppati la situazione è positiva: le garanzie sul presente, in termini di quantità di cibo, non corrispondono a un’adeguata attenzione alla sostenibilità per il futuro. Con un’aggravante: il problema dell’obesità, a causa di uno stile di vita poco salutare e bersaglio di un marketing aggressivo che favorisce il consumo di junk food.

Un indicatore significativo è il numero globale di bambini e adolescenti obesi, aumentato dagli 11 milioni del 1975 ai 124 milioni del 2016. Un dato cresciuto più di 11 volte. “Dalla crisi climatica all’obesità e al marketing di beni nocivi, i bambini nel mondo devono lottare contro minacce che erano inimmaginabili fino a poche generazioni fa”, evidenzia Henrietta Fore, direttrice dell’Unicef.

Henrietta Fore direttrice dell’Unicef

Emergenza clima e infanzia

Nel caso dei Paesi più poveri l’impegno sul clima è prioritario: “Se il riscaldamento globale dovesse superare i 4°C di qui al 2100 – in linea con le proiezioni attuali – spiegano gli autori dello studio – ciò porterebbe a conseguenze devastanti per la salute dell’infanzia, a causa dell’innalzamento del livello degli oceani, delle ondate di calore, della proliferazione di malattie come la malaria o la febbre dengue e della malnutrizione”. Lo scenario presente e futuro è stato descritto da una commissione composta da oltre 40 esperti internazionali di salute infantile, incaricata di realizzare lo studio da Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e della rivista medica britannica The Lancet.

Infanzia senza futuro in Europa

In apparenza l’Europa fornisce un percorso sereno ai bambini: sedici Paesi del Vecchio Continente, infatti, figurano nella top venti della graduatoria stilata sull’indice di sopravvivenza e infanzia. Ma è un risultato effimero: in materia di sostenibilità, e di abbattimento di emissioni, l’Europa non garantisce un reale futuro ai più piccoli. La ricerca ha infatti analizzato la quantità di CO2 prodotte in confronto al target fissato per il 2030. Ebbene solo Moldavia (-54%) e Albania (-20%) sono gli unici Paesi europei sulla via giusta per raggiungere gli obiettivi sulle emissioni, per il resto nel continente dominano i “pallini rossi” che denunciano un eccesso di CO2.

L’Italia lontana dal target…

“L’Italia si colloca al 26esimo su posto su 180 nell’indicatore su sopravvivenza e benessere dei bambini, mentre è solamente 134esimo per quanto concerne la sostenibilità. Con 5,99 tonnellate annue pro-capite, emettiamo il 121% di CO2 in più rispetto all’obiettivo del 2030», ribadisce Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia . Un dato che ci pone poco più avanti rispetto alla Danimarca attestata al +122% e alla Spagna +124%. Meglio dell’Italia, ma comunque lontanissimi dall’obiettivo, fanno il Regno Unito (+115%) e la Francia (+102%).

Foto di form PxHere (https://pxhere.com/it/photo/1026754)

…ma c’è chi fa peggio

Un po’ a sorpresa Paesi spesso presi a modello per la vivibilità, come Norvegia, Islanda e Finlandia, sono sopra il +200% su questo parametro. Dato simile per la Germania, al +259%. Stati Uniti e Australia, stando a quanto riporta The Lancet, sono a +500%, ma il peggiore in assoluto è il Qatar con +1.716% in termini di CO2 prodotta rispetto agli obiettivi indicati per il 2030. Il quadro è così rovesciato: in Africa la situazione delle emissioni è decisamente migliore, perché molti Paesi sono sotto la soglia-obiettivo. Il problema è che in tanti casi la situazione della nutrizione è un’emergenza in corso.  “I bambini di Repubblica Centrafricana, Ciad, Somalia, Niger e Mali affrontano le condizioni peggiori”, spiegano gli autori dello studio. “Questo rapporto mostra che i decision maker del mondo stanno deludendo, troppo spesso, i bambini e i giovani di oggi: non proteggono la loro salute, i loro diritti, il loro pianeta”, incalza Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore dell’Oms.

Junk food sull’infanzia

Photo from Pxhere (https://pxhere.com/it/photo/994581)

I Paesi più sviluppati devono affrontare il rovescio della medaglia sulla nutrizione: la diffusione di junk food, con cibi pieni di grassi saturi e bevande con alto contenuto di zuccheri. La ricchezza, dunque, non è garanzia di una nutrizione corretta e salutare. Secondo la ricerca, un minorenne ascolta almeno 30mila messaggi pubblicitari, solo attraverso la televisione, di questi prodotti. Una stima che rischia di essere continuamente aggiornata, vista la scarsa attenzione posta al tema.

La proposta della commissione

La commissione ha quindi predisposto un manifesto in cinque punti: arrestare le emissioni di CO2 con la massima urgenza, per assicurare che i bambini abbiano un futuro su questo pianeta; mettere i bambini e gli adolescenti al centro dei nostri sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile; sviluppare nuove politiche e investimenti in tutti i settori per i diritti e la salute dei bambini; integrare voci e desideri dei giovanissimi nei processi decisionali; inasprire le regolamentazioni nazionali del marketing commerciale dannoso, dando vita a un nuovo Protocollo Opzionale alla Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma per realizzare questo progetto serve una reale volontà politica dei decisori globali.

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