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Industria sostenibile? Si può fare. Da Oslo un esempio

Industria sostenibile? Si può fare. Due colossi industriali di Oslo, operanti in settori diversi ma operativamente collegati, hanno unito competenze e tecnologie in un progetto volto all’abbattimento dell’emissione di CO2 nell’atmosfera.

Sinergia all’insegna della sostenibilità

Due grandi aziende norvegesi di Oslo, Elkem e Vow ASA, hanno siglato un importante accordo commerciale all’insegna della sostenibilità. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 fossile dalla produzione di prodotti in silicio e ferrosilicio. Elkem produce siliconi, silicio, leghe per l’industria della fonderia, carbonio e microsilica. Mentre Vow ASA sviluppa e produce tecnologie per la purificazione delle acque reflue e per la conversione dei rifiuti in energia pulita.

La strategia è unire le rispettive competenze e soluzioni tecnologiche per produrre biocarbonio, che verrà impiegato da Elkem. La produzione avrà luogo nello stabilimento di Vow Industries a Follum, fuori Oslo. Come materia prima sarà impiegato un composto sostenibile formato da massa di legno proveniente da foreste, scarti e altri materiali legnosi.

Industria sostenibile. La visione del CEO di Elkem

Michael Koenig, CEO di Elkem, ha affermato che “l’’utilizzo di biocarbonio rinnovabile climaticamente neutro al posto di agenti di riduzione fossili è una parte fondamentale della nostra strategia di produzione sostenibile. Attraverso le nostre attività nel biocarbonio, come questa entusiasmante collaborazione con Vow Industries, miriamo a garantire l’accesso a lungo termine al biocarbonio rinnovabile di alta qualità e a basso costo per sostituire il materiale fossile e migliorare ulteriormente la nostra posizione competitiva per il futuro sostenibile. Il nostro obiettivo a lungo termine è raggiungere una produzione a impatto zero”.

Il biocarbonio

Il biocarbonio è spesso chiamato carbone, poiché così è conosciuto dalla maggior parte delle persone, che lo utilizzano in ambito domestico. Si ottiene da un processo di conversione termica in cui la biomassa vergine, ad es. il legno, viene riscaldato ad una certa temperatura, perdendo gran parte del suo contenuto volatile, facendo così aumentando la percentuale di carbonio.

Il prodotto risultante perde la struttura fibrosa della biomassa vergine. Può essere utilizzato direttamente come riducente nell’industria metallurgica o per la cottura e il barbecue, oppure, può essere in polverizzato e ulteriormente compattato per formare bricchette o pellet.

Il biocarbonio ha molte qualità e può essere utilizzati in diversi ambiti. Fornisce le condizioni di combustione più stabili con le minime variazioni di emissione. Può essere agevolmente frantumato in particelle sferiche di piccolissime dimensioni, adatte alla produzione di materiale compresso. Fornisce il più alto contenuto di carbonio fisso. Ha un’elevata reattività. Richiede pochissima acqua e infine non si degrada batteriologicamente durante lo stoccaggio. 

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