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Indici di sostenibilità: come cambieranno con il nuovo Impakter Index

Indici di sostenibilità. Vi raccontiamo quali sono i criteri più attendibili e aggiornati per valutare la sostenibilità di un’impresa, di un prodotto, di un progetto. Impakter.com sulla sua piattaforma lo ha realizzato.

Indici di sostenibilità

Si parla molto degli indici di sostenibilità e della certificazione dei prodotti a largo consumo per garantirne la sostenibilità. Gli indici, come il Dow Jones Sustainability World o il Dow Jones Sustainability Europe, il FTSE4Good, STOXX ESG e numerosi altri simili hanno lo scopo di aiutare gli investitori. Le certificazione dei prodotti nel mercato dei beni di largo consumo hanno lo scopo di aiutare il consumatore a districarsi fra la valanga di prodotti bio e fair trade. Purtroppo, individuare il “vero” prodotto sostenibile o l’impresa che fa sul serio in materia di sostenibilità non è impresa facile, sia per l’investitore, sia per il consumatore. Ed ecco, in questo spazio di incertezza, che emerge il problema del “greenwashing”, una strategia di marketing che punta a valorizzare la reputazione ambientale di un’impresa. E ciò viene fatto spavaldamente, senza che sia giustificata da risultati reali e credibili sul fronte del miglioramento dei processi produttivi adottati o dei prodotti realizzati.  Quasi nessuno degli indici e certificati di sostenibilità usano, per contrastare il greenwashing, la verifica da terze parti indipendenti – in gran parte perché mettere in pratica un sistema di valutazione indipendente risulta costoso e richiede tempo. La Global Reporting Initiative (GRI), fondata nel 1997, risulta essere l’eccezione che conferma la regola. 

 

 

Per risolvere il problema, Impakter ha messo insieme un team di 37 esperti in valutazione, e in particolare in tecniche di “mega-evaluation” (valutazioni delle valutazioni), che ha lavorato per due anni sotto la guida di un Italiano, il Professore Raffaele Maiorano, Presidente dell’Anga, l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli (fino a Maggio 2019) e oggi responsabile di Confagricultura per lo sviluppo sostenibile (SDGs e strategie per la sostenibilità). 

Partendo da un originale proposta sviluppata da un esperto in mega-evaluation delle Nazione Unite, il team di Impakter ha prodotto l’Impakter Index, che misura in maniera semplice e quasi intuitiva lo stato di avanzamento delle imprese (e dei loro prodotti) sulla via della sostenibilità. L’Impakter Index utilizza per classificare le aziende e valutare in modo sintetico i loro prodotti un sistema di lettere che segue il modello delle principali agenzie di rating del credito come Standard & Poor’s, Fitch or Moody’s (dalla A alla C con F per “fail”, cioè fuori, bocciato): 

Alle aziende che hanno ottenuto i “migliori” certificati, quelli con verifica di terze parti, viene assegnata la lettera A. All’altra estremità dello spettro, F sta per fallimento e vale per quelli le cui operazioni precludono automaticamente la sostenibilità, come l’industria dei carburanti e il gas.

Gli obiettivi di Impakter Index

L’obiettivo è di creare fiducia nei consumatori nel mercato dei beni di largo consumo (FMCG), in modo che siano sicuri che ciò che acquistano è davvero sostenibile. Di conseguenza, le aziende riconosciute pubblicamente come produttrici di prodotti sostenibili sono avvantaggiate rispetto ai loro concorrenti che risultano non sostenibili. Così, aprendo un fronte alternativo alla competizione sulla base della sola ricerca dei profitti, si apre una corsa benefica alla sostenibilità. Allo stesso modo, gli investitori, sentendosi più sicuri nelle loro scelte, hanno maggiori probabilità di investire in imprese realmente sostenibili. Si crea una situazione di fiducia che contrasta con quella negativa creatasi dal greenwashing. Un largo uso dell’Impakter Index avrà quindi un impatto positivo su tutta l’economia, da Main Street a Wall Street, e sarà misurabile su tre fronti: consumatori, produttori e investitori.

La differenza tra Impakter Index e gli altri indici

Questo accade perché l’Impakter Index, a differenza degli altri indici di sostenibilità e vari certificati non si basa su una singola valutazione. Si basa su tre tipi di valutazioni diverse eseguite dall’ Impakter team:

  1. I certificati di sostenibilità (“sustainability certificates” e “industry standards”) che sono riconosciuti nei vari settori;
  2. L’allineamento delle aziende (“SDG compliance”) con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dalle Nazione Unite nel 2015;
  3. La valutazione delle politiche aziendale e misure prese nell’ambito CSR (Corporate Social Responsibility, Responsabilità sociale d’impresa).

 

Impakter Index esordisce con la valutazione di 100 società

L’Impakter Index è lanciato oggi, 31 luglio 2020, con una valutazione iniziale della performance di sostenibilità di 100 società scelte dalla Global 2000 di Forbes per dare esempi diversi. Poi i global 2000 usciranno tutti i giorni e a settembre 2020 ci saranno i maggiori “100 brands” e 100 datori di lavoro. Nel tempo, altre aziende saranno aggiunte all’Indice fino a quando tutte le attività rilevanti non saranno coperte. Una prima stima indica che il 90% dei Global 2000 probabilmente otterrà nell’Impakter Index solo una C o meno. Chiaramente c’è ancora molta strada da fare per raggiungere la sostenibilità. Detto ciò, si spera che l’Impakter Index sia in grado di dare una spinta al processo di sostenibilità. L’aspettativa è che sia le imprese sia le agenzie che rilasciano le certificazioni competeranno per il massimo livello. Sarà nel loro interesse migliorare la credibilità e l’affidabilità della certificazione di sostenibilità.

In definitiva, l’Impakter Index, nel guidare i consumatori verso scelte più sostenibili, da al pubblico un vero potere d’acquisto a beneficio dell’ambiente e della società. Finalmente, quando si acquista un prodotto sostenibile, sarà nella consapevolezza che sarà anche un vero voto per la sostenibilità. 

About the Author /

Claude Forthomme is a writer and an economist. A graduate of Columbia University, Claude held a variety of jobs before starting a 25-year career at the United Nations (Food and Agriculture), ending as Regional Representative for Europe and Central Asia. She authored many fiction books under various pen names in both English and Italian; she is considered a prime exponent of Boomer literature and has founded the Boomer Lit Group on Goodreads. Her poetry has been included in "Freeze Frame", an international poetry anthology curated by British poet Oscar Sparrow (Gallo Romano Media, 2012).

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