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Violenza sulle donne

Pandemia: ecco i dati della violenza maschile sulle donne

Oltre quindicimila chiamate per denunciare violenza e stalking, con un picco iniziato proprio nella fase del primo lockdown. Bastano pochi numeri per capire la dimensione del problema. I dati della violenza maschile sulle donne durante la pandemia, diffusi grazie al lavoro dei centri antiviolenza (cav) e delle case rifugio, ci mostrano la fotografia di una situazione in crescente e preoccupante aumento.

Violenza contro le donne in aumento

Nel dettaglio, le chiamate al numero antiviolenza e stalking “1522” (attivo 24h su 24h) hanno avuto un incremento pari al 79,5%: da 8.427 chiamate del 2019 si è passati a 15.128 nel 2020. Questi sono alcuni dei dati raccolti e presentati dalle indagini Istat, relativi all’anno 2020, nello studio denominato “Le richieste di aiuto durante la pandemia”. Il picco di chiamate è iniziato a marzo 2020 (in concomitanza con le chiusure dovute al decreto del 9 marzo 2020) con picchi significativi ad aprile 2020 (+176,9% rispetto allo stesso mese del 2019) e a maggio 2020 (+182,2% rispetto a maggio 2019). Durante i primi 5 mesi del 2020 sono state 20.525 le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza, con differenze territoriali importanti fra Nord e Sud Italia.

Il lockdown ha esasperato una situazione già critica rispetto alle violenze maschili e di genere. In questo quadro i sostegni economici per i centri antiviolenza non sono aumentati a fronte dell’emergenza: tutto ciò ha portando gli stessi a denunciare, ancora una volta, lo stato di criticità delle sovvenzioni per il contrasto alle violenze. L’Associazione nazionale D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza”, la prima associazione italiana a carattere nazionale di centri antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne, ha sottolineato il problema della garanzia economica per il sostegno, l’ascolto e l’accoglienza alle donne.

La necessità di maggiori finanziamenti

La ricerca mette in luce il ruolo dell’Italia nel rivedere i requisiti e le priorità in merito alla questione dei finanziamenti dei centri e dei criteri con cui gli stessi saranno erogati. Sullo stesso argomento Grevio (gruppo di esperte sulla violenza contro le donne, organismo indipendente del Consiglio d’Europa che monitora l’applicazione della Convenzione di Istanbul in tutti i paesi che l’hanno ratificata) ha avviato, nel 2018, la procedura di monitoraggio e valutazione dell’applicazione della Convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e la violenza domestica, a 5 anni dalla sua ratifica da parte dell’Italia.

Il documento descrive lo stato di applicazione della Convenzione offrendo raccomandazioni sulla sua piena realizzazione. Pur riconoscendo i progressi compiuti per promuovere i diritti delle donne in Italia, il rapporto sottolinea che all’interno del campo della protezione e dell’assistenza alle vittime, le autorità nazionali dovrebbero dare priorità allo stanziamento di finanziamenti adeguati ai centri antiviolenza. Allo stesso tempo dovrebbero elaborare soluzioni che permettano di fornire una risposta coordinata e interistituzionale alla violenza.

Minaccia per la salute globale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la violenza contro le donne rimane una delle principali minacce per la salute pubblica globale, in particolare per la salute delle donne durante le emergenze. L’Oms ha elencato, all’interno di un documento scaricabile dalla piattaforma “Women against violence Europe”, le cause per le quali la pandemia dovuta al virus Covid-19 ha esacerbato i rischi di violenza per le donne e le misure da adottare da parte dei governi e della politica per affrontarle: accesso e supporto ai servizi sanitari essenziali, alle cure mediche ( incrementando l’uso della telemedicina), servizi per le donne e minori vittime di violenza e misure di sicurezza per l’uscita dalla violenza delle donne.

Il divario fra la teoria dell’impianto legislativo e la pratica dell’attuazione del Piano nazionale antiviolenza è al centro del dibattito pubblico grazie alla voce delle realtà che compongono il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza. I finanziamenti pubblici, il riconoscimento dei ruoli e delle metodologie dei servizi dei cav insieme al corretto funzionamento dei meccanismi giuridici sono temi centrali ed urgenti per affrontare, senza sconti, la realtà della violenza maschile sui corpi delle donne.

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