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In Italia c’è un problema di diritti umani

L’Italia rispetta i diritti umani sul serio o ci sono problemi nel nostro Paese? Italiani brava gente oppure è una fake news?

Il prossimo 4 novembre  ce lo dirà l’ONU attraverso il rapporto del Gruppo di Lavoro dell’Esame Periodico Universale – parte del Consiglio dei Diritti Umani  – perché l’Italia è uno dei quattordici Stati che saranno esaminati dal Gruppo di Lavoro durante la prossima sessione che si svolgerà dal 4 al 15 Novembre.

L’Esame periodico universale, introdotto nel 2006 dalla stessa Assemblea Generale che ha istituito il Consiglio Diritti Umani, è un meccanismo di cooperazione tra i 193 paesi membri delle Nazioni Unite unico nella sua specie, che prevede l’opportunità di esaminare in un’unica sede il rispetto di tutti gli obblighi in tema di diritti umani che i membri delle Nazioni Unite hanno assunto per mezzo della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dei Trattati in materia di diritti umani ratificati, degli impegni volontari assunti e del diritto umanitario applicabile.

Da allora sono stati due i cicli di esame, ed all’Italia è già toccato nel febbraio e nell’ottobre del 2010.

Diritti umani

Dopo l’esame del 2010 l’Italia ricevette 92 raccomandazioni, afferenti a 19 ambiti tematici, da parte di 51 Paesi (doc. A/HRC/14/4). La maggioranza delle stesse è riconducibile ad 8 ambiti tematici:

1. Diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Le raccomandazioni più ricorrenti riguardano le politiche di respingimento e la criminalizzazione dei migranti irregolari;
2. Discriminazioni razziali. Preoccupa particolarmente l’aumento dei discorsi pubblici di incitamento all’odio razziale;
3. Diritti delle minoranze nazionali. Riferimento particolare alla necessità di migliorare la condizione di rom, sinti e caminanti;
4. Ratifica degli strumenti internazionali . L’Italia è invitata a ratificare, in particolare, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori migranti, la Convenzione internazionale sulle sparizioni forzate ed il Protocollo facoltativo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;
5. Diritti dei bambini. Punti principali sono la necessità di contrastare i fenomeni di violenza e maltrattamento, nonchè l’istituzione di meccanismi per garantire il diritto ad essere ascoltati nei procedimenti giudiziari e amministrativi che li riguardano;
6. Tratta degli esseri umani. Si raccomanda di rafforzare le azioni al fine di debellare la tratta, proteggere le vittime e perseguire i trafficanti;
7. Mancanza di istituzioni nazionali per i diritti umani. Si richiede all’Italia di creare un’Istituzione indipendente in linea con i Principi di Parigi;
8. Indipendenza dei media e libertà di stampa. Si chiede, tra le altre cose, di proteggere i giornalisti dagli attacchi dei gruppi criminali.

Delle raccomandazioni ricevute, l’Italia ne ha accettate pienamente 78, accettate parzialmente 2 e respinte 12.

 

Diritti umani: scritta razzista

I documenti sui quali si fonda l’Esame Periodico Universale sono: 1) Rapporto nazionale a cura dello stato sotto esame; 2) Rapporto delle Nazioni Unite contenente informazioni dai rapporti di esperti indipendenti dei diritti umani, meglio conosciuti come Procedure Speciali, informazioni provenienti dagli organi di controllo dei patti internazionali, ed informazioni di altri organi e agenzie delle Nazioni Unite; 3) Rapporto di terze parti tra le quali istituzioni nazionali indipendenti e organizzazioni non-governative.

Le questioni sollevate nella relazione nazionale e attraverso le domande ricevute sono: Politiche per l’immigrazione e per l’integrazione; Diritti dei migranti e dei richiedenti asilo politico; Lotta contro la discriminazione e atti razzisti; Minoranze etniche; Diritti delle donne e dei bambini e la violenza contro le donne; Sistema giudiziario e penitenziario; Condizioni delle carceri; Libertà d’espressione e di religione; Lotta contro il traffico d’esseri umani; Formazione sui diritti umani per le forze dell’ordine.

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