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In India dilaga la disparità di genere

In India le donne sono sfruttate e svolgono lavori spesso non retribuiti. Ecco una strategia che può invertire questa drammatica tendenza.

Le cifre del divario in India

Un recente rapporto di Oxford mostra che le donne e le ragazze indiane accumulano nel complesso 3,26 miliardi di ore di lavoro domestico non retribuito ogni giorno. Si tratta di un contributo di almeno 19 trilioni di yen all’anno all’economia indiana. Eppure, in India, i compiti svolti in casa non sono considerati vero lavoro, a causa delle norme di genere e di casta. La disparità di genere è una piaga di cui Impakter Italia si è occupato molte volte, come nell’articolo a questo link, scritto dal nostro Stefano Iannaccone. Un problema che raggiunge il picco in società come quella indiana, dove la disparità sociale è struttura portante.

Inoltre, mentre gli uomini indiani trascorrono l’80% delle loro ore lavorative eseguendo un lavoro retribuito, le donne trascorrono quasi l’84% facendo invece un lavoro non retribuito. Secondo NITI Aayog, le donne dedicano a lavori domestici non retribuito un tempo che è circa 9,8 volte quello degli uomini. In un paese con un’alta percentuale di famiglie multigenerazionali, le donne trascorrono in media 4,5 ore al giorno per prendersi cura di bambini, anziani e persone malate o disabili, rispetto a meno di un’ora per gli uomini.

La pandemia ha peggiorato la situazione

Migliaia di indiani sono stati colpiti dall’ultima epidemia di COVID-19. Non solo chi soffre della malattia, ma anche chi se ne prende cura. Le donne hanno assunto il pesante fardello di prendersi cura dei malati e di trovare modi per soddisfare i bisogni fondamentali della loro famiglia. La combinazione di malattia, cure non retribuite, rallentamento economico, mancanza di accesso ai finanziamenti per le imprenditrici, e infine la violenza domestica, ha impedito a molte donne di tornare al lavoro. Gran parte di tutto questo ha un’origine culturale comune a tante popolazioni, ma sicuramente esacerbata in una popolazione come quella indiana, così rigidamente classista.

Investire nell’assistenza: la via maestra

Se questa tendenza non verrà invertita, essa avrà un impatto devastante sull’economia, andando a ad ampliare ulteriormente la già gravissima disuguaglianza di genere. Affinché questa generazione di donne esca relativamente indenne da questa pandemia e possa tornare alla forza lavoro, dobbiamo investire seriamente nei mezzi di sussistenza delle donne e delle ragazze indiane.

Secondo le stime del FMI, la pari partecipazione delle donne alla forza lavoro aumenterebbe il PIL indiano del 27%. La crisi attuale può essere superata se l’India aumentasse i suoi investimenti pubblici nel settore dell’assistenza. L’aumento degli investimenti nell’economia della cura per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030 potrebbe generare 69 milioni di posti di lavoro in India. L’analisi mostra che se un altro due per cento del PIL fosse destinato al sistema sanitario indiano, si creerebbero milioni di posti di lavoro, molti dei quali andrebbero alle donne.

Articolo tradotto dall’originale su Impakter.com a cura di UN Women.

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