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Odessa

In diretta da Odessa sotto attacco

Odessa, la città della quale su Impakter.it abbiamo scritto tante volte dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina. Perchè la città sul Mar Nero è importante strategicamente, è importante economicamente è importante storicamente. Dal 24 febbraio ogni settimana si è sentito parlare dell’attacco russo ad Odessa, anzi dello sbarco. Ed ancora in queste ore si parla di una città se non sotto assedio quantomeno sotto un pesante attacco.

Direi che lo sbarco per adesso è impensabile – racconta ad Impakter Italia, Ugo Poletti imprenditore italiano che vive a Odessa e che dirige The Odessa Journal –  L’affondamento dell’incrociatore Moskva è stato una pietra tombale su questa ipotesi che però di suo era difficile data la scarsità di soldati russi pronti ad un’operazione complessa come uno sbarco che non era stato nemmeno pianificato così bene. Che la città sia un obiettivo di primaria importanza lo sappiamo dal primo colpo sparato in questa guerra ma che sia sotto attacco pesante non è così vero. Abbiamo avuto attacchi con i missili veri, poi quelli spettacolari e poi quelli alle infrastrutture. Solo il 23 aprile sono stati colpiti dei civili segno che la precisione di questi attacchi russi non è poi così esatta. In realtà la città non deve resistere perchè non c’è questo attacco furibondo come c’è o c’è stato anche in città vicine, penso a Mikolaiv dove l’esercito russo è stato fermato e da dove in effetti se avesse sfondato la strada verso di noi sarebbe stata molto più aperta. Qui la vita va avanti come va avanti a Tel Aviv per fare un esempio. Molte attività hanno riaperto, la gente esce per strada. Abbiamo gli allarmi antiaerei ogni giorno ed un paio di missili che arrivano ogni giorno. E’ stata colpita una guarnigione militare ma non ci sono bombardamenti pesanti“.

Cosa non è stato ancora evidenziato di questa guerra?

La guerra parallela delle spie e dei collaborazionisti. La Russia ha investito molti soldi per creare una rete di spie e di persone pronte a collaborare per far sì che anche in altre zone dell’Ucraina la gente accogliesse l’esercito “a pane e fiori” come nel Donbas. Ma questi soldi sono stati intascati da chi doveva spenderli ed a Kiev ed in altre città. è. iniziata la caccia ai collaborazionisti che avevano scattato foto delle vie militari, degli armamenti, stilato liste di funzionari e persone di rango fedeli al governo ucraino. Molti di questi sono stati arrestati e questo ha disinnescato la minaccia ed è in atto una grande purga. La situazione si è ritorta fortemente contro i russi che anche grazie a questa supposta rete di spie e collaboratori pensava di conquistare l’Ucraina in pochissimi giorni. Arroganza e corruzione sono ancora due grandi difetti dell’apparato russo. Molto soldati catturati dall’esercito ucraino hanno riferito che un giorno all’improvviso “ci hanno detto di passare il confine e star pronti a sparare” senza alcuna indicazione strategica o tattica“.

Odessa

Ugo Poletti direttore The Odessa Journal

Come è messo l’esercito ucraino?

Partiamo dal Donbass che in questi anni è stata usata – la sconfitta intendo – dal comando militare come una buona opportunità di addestramento. Inglesi, canadesi, americani, la Nato in generale ha provveduto a questo ed a equipaggiare i soldati con materiale adatto: giacche, pantaloni, guanti, ecc.la dotazione del soldato ucraino è confortevole, quella dei russi no. Di contro all’Ucraina manca un’aviazione importante ed il settore dell’artiglieria pesante. Però ha più uomini a disposizione in campo, 350 mila contro 250 mila. ornando ad Odessa bisogna dire che tra l’esercito russo è la città non ci sono pianure come nel Donbas, ma fiumi, laghi ed un’altra serie di ostacoli naturali che renderebbero difficile – in questa fase – una attacco via terra“.

Poletti cosa la preoccupa della situazione?

“Il fatto che il paese sia in ginocchio economicamente. La chiusura dei porti significa merce che non si può esportare e dunque impoverimento dell’economia e della gente che lavora o lavorava. La distruzione delle infrastrutture. Il carico di vittime enorme che una guerra come questa si porta con sé. Ma la classe dirigente ucraina è giovane e sta crescendo anche attraverso questa guerra e visto che sono gente seria, quando ci sarà da ricostruire, lo faranno bene, perché sono e saranno preparati“.

 

 

 

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