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Impronta di carbonio: tu quanta ne produci? Prova a misurarla

Impronta di carbonio. Per fermare il cambiamento climatico è necessario che la quota massima di emissione di CO2 pro capite non superi le 0,6 tonnellate annue. Tu quante ne produci? Ecco come misurarla.

Il calcolatore dell’impronta di carbonio

Impakter Italia si è occupato assai ampiamente del tema delle emissioni di CO2. Come in questo articolo del nostro Eduardo Lubrano, intitolato Cibo e carbonio: come ridurre la nostra impronta. Spesso però, tale argomento rischia di essere percepito come astratto. Questo accade anche se, come facciamo rigorosamente noi, citiamo studi, dati scientifici, cifre ufficiali dei maggiori osservatori internazionali. Un ottimo escamotage per sentire sulla propria pelle l’emergenza climatica legata al contributo di ciascuno di noi all’impronta di globale ce lo fornisce MyClimate. Trattasi di un sito dedicato alle tematiche del clima e della sostenibilità ambientale. Lo staff ha elaborato un calcolatore attraverso il quale calcolare la propria impronta di carbonio. Come funziona? Molto semplice, inserendo dati quantitativi inerenti alle proprie attività quotidiane: chilometraggio degli spostamenti, tipo e potenza dei mezzi impiegati, tipo di abitazione, di riscaldamento etc..

 

Sono partito dal dato che per fermare il cambiamento climatico è necessario che la quota massima di emissione di CO2 pro capite non superi le 0,600 tonnellate annue. Quindi, seguendo le indicazioni del calcolatore, sono andato a vedere come la mia quotidianità vada ad impattare sull’ambiente. Il risultato è stato davvero spiazzante. 

L’impronta nella settimana tipo

Recandomi per lavoro a Firenze, che dista circa 30 chilometri da dove vivo, posso scegliere tre opzioni come mezzo di trasporto: treno, autobus o auto. La mia scelta è necessariamente l’auto, in quanto ho bisogno di assoluta autonomia. Secondo il calcolatore, per il viaggio di andata la mia impronta di CO2 sarà pari a 0,012 tonnellate. Durante la giornata però mi sposterò più volte, accumulando in media una decina di chilometri di tragitto urbano. Alla quota precedente andranno quindi aggiunte altre 0,003 tonnellate di CO2 al giorno. Se resto in città, cosa che capita spesso, mi risparmierò il viaggio di ritorno e quello di andata del giorno successivo. Ma se devo rientrare alla mia residenza, come faccio almeno due volte in una settimana, ecco che emetterò ulteriori 0,012 tonnellate di CO2 a viaggio.

Gli spostamenti proseguono il fine settimana. Se decido di andare a fare visita alla “parte romagnola” della famiglia, che vive in provincia  di Forlì, la mia pronta di CO2 varierà a seconda che la partenza avvenga da Firenze o dal mio comune di residenza, situato nella provincia fiorentina. Da Firenze sono 110 chilometri e l’impronta ammonterà a 0,038 tonnellate di CO2. Dal mio comune di residenza (80 km circa) l’impronta “scende” a  0,027 tonnellate. Questo per l’andata, poi c’è il ritorno. Potrei optare per un fine settimana di svago e riposo nella vicina Versilia. Da Firenze sono circa 100 chilometri di tragitto. In questo casi si tratterebbe di 0.034 tonnellate di CO2 ad andare e altrettanto a tornare.

Poi c’è il resto… e non va affatto bene

Questo per quanto riguarda la settimana tipo, durante la quale, anche simulando la combinazione di minore spostamento, l’impronta totale ammonta a non meno di 0.153 tonnellate di CO2. Si tratta di un darto agghiacciante, nonostante sia “mascherato” da tante piccole cifre, poco vistose ma nel complesso assai preoccupanti.

Questo perché, se moltiplico questo dato settimanale per tutto l’anno, anche escludendo un mese complessivo di ferie, il risultato medio finale ammonta a 7,344 tonnellate. Mentre, come detto in introduzione, secondo MyClimate per fermare il cambiamento climatico è necessario che la quota massima di emissione di CO2 pro capite non superi le 0,600 tonnellate annue. E già sono a più di dodici volte tale soglia. E serve a poco giustificarsi, in quanto la media procapite di emissione annua di CO2 nell’UE è pari a 8,4 tonnellate (maggiori quindi delle mie 7,344). Perché non ho contato la mia impronta derivante da tutto il resto. Ossia dal complesso delle mie attività antropiche di acquirente, consumatore, utente, utilizzatore di prodotti, servizi, infrastrutture, edifici etc…

Questa, ahimè, è la mia impronta di carbonio. E la tua?

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