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Idrogeno

Impakter Italia e la crociata per l’idrogeno pulito

Impakter Italia e la crociata per l’idrogeno pulito sembra una cosa apocalittica ed in effetti non è così lontano dal vero. La transizione energetica della quale abbiamo bisogno come l’ossigeno che respiriamo in ogni secondo della nostra giornata passa attraverso un utilizzo importante e qualificato  di questo gas. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, o Recovery Plan, qui descritto nel dettaglio dal nostro Stefano Iannaccone, destina 68,59miliardi di euro alla questione.

Ne abbiamo scritto molto sulle pagine del nostro giornale perchè tutto quello che abbiamo studiato e sentito ci convince che l’H2 (la formula) sarà uno delle energie del futuro prossimo. Secondo H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, ed un suo rapporto, si parla di un giro d’affari di 820 miliardi di euro l’anno, capace di creare circa 5,4 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa nel 2050.

E soprattutto potrebbe raggiungere un quarto dei consumi energetici finali europei nel 2050 e se prodotto da fonti rinnovabili, attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, è una soluzione chiave per favorire la decarbonizzazione del sistema energetico e raggiungere gli obiettivi climatici, anche in Italia. Anzi forse soprattutto in Italia perchè il nostro paese ha un elemento fondamentale : il sole che consente un’energia rinnovabile e la produzione di idrogeno verde a bassi costi.

Una parte del futuro è già presenta

Il video qui sopra dimostra come alcuni progetti siano in fase avanzata. E che l’Italia è molto ben presente in queste idee che si trasformano in realtà. Perchè il treno hyperloop della società franco-canadese Transpod è realizzato con il Gruppo Angel che è di Monopoli ( Bari) e progetta e sviluppa soluzioni ad alta tecnologia per i settori aviazione, spazio, trasporto, mobilità elettrica, internet delle cose e cyber security.

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Impakter Italia e la sua crociata per l’idrogeno – @h2-sudtirol.com

A Bolzano sud, si trova l’unica stazione di ricarica per veicoli ad idrogeno d’Italia. E’ gestita dal Centro H2 dell’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche dove di idrogeno – oltre che molto altro – se ne intendono parecchio. L’idea alla base della stazione di servizio, che si spera verrà riproposta in altre zone di Italia, è quella di contribuire alla decarbonizzazione del settore trasporti, tanto di quello privato che di quello pesante.

Impakter Italia e a sua crociata per l’idrogeno – CC0, public domain, royalty free

La “Valle dell’idrogeno” in Sicilia

Nel nostro Paese esiste già la “Città dell’idrogeno” ed è nel Centro Ricerche dell’Enea Casaccia, proprio poco fuori Roma. Ed in altre Regioni – tipo la Lombardia –  si sta pensando di fare la stessa cosa. In Sicilia  con “Horizon 2020-PON 2014/2020″Cheap1-12” si vuole contribuire “Alla realizzazione ali una ‘hydrogen valley siciliana, attraverso l’ampliamento di un sito sperimentale già esistente a Capo d’Orlando“spiega Vincenzo Antonucci, direttore del Cnr Itae. Il progetto è coordinato da Meridionale Impianti in collaborazione con Sol Spa e l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia “Nicola Giordano” del Cnr.  Obiettivo lo sviluppo industriale di un sistema compatto di cogenerazione di energia elettrica e idrogeno da gas naturale per stazioni di rifornimento.

Gli elementi principali che caratterizzano la ricerca-spiega il coordinatore scientifico Marco Ferraro, del Cnr – riguardano la progettazione e la realizzazione di un sistema integrato e innovativo, costituito da tecnologie a elevata efficienza e ridotto impatto ambientale, per la produzione e la purificazione di idrogeno, da utilizzare per l’alimentazione di veicoli a celle a combustibile”. L’utilizzo dei concetto di co-generazione rappresenta un’opzione concreta per offrire un sistema flessibile e competitivo per la produzione on-site di idrogeno”.

E l’area di Capo d’Orlando – aggiunge la collega Laura Andaloro –  attrezzata per testare tecnologie innovative ad alta efficienza e a basso impatto ambientale, è una piattaforma energetica dimostrativa il cui scopo principale è l’autosostentamento: ovvero far sì che la domanda energetica venga totalmente soddisfatta da fonte rinnovabile e non gravi sulla rete elettrica”. 

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