Back

Il voto in Finlandia argina i populisti

Dopo la vittoria di Zuzana Caputova, neo presidente della Repubblica di Slovacchia, un altro paese della UE ha votato un partito e  un leader non sovranista: la Finlandia. “Di stretta misura, ma torniamo comunque il primo partito del paese per la prima volta da vent´anni, dal 1999”, ha dettoAntti Rinne, ex sindacalista ed ex ministro delle Finanze leader dei socialdemocatrici che hanno ottenuto il  17,7% dei voti mentre il “Finns Party” il partito dei “Veri finalndesi” ha ottenutoil 17,5%.

Formare un governo con questi numeri non sarà facile ma intanto il segnale all’Europa è importante ad un mese e mezzo dalle elezioni del Parlamento del Vecchio Continente. Secondo le risultanze elettorali – che verranno confermate mercoledì dal Ministero degli Interni – su un totale di 200 parlamentari dell’ Eduskunta, parlamento unicamerale, la ripartizione dei seggi sarebbe questa: dire 40 ai socialisti, 39 ai sovranisti, 37 ai conservatori, 30 al Centro, 23 ai Verdi, 15 alla sinistra radicale, 9 al partito della minoranza svedese, 5 ai democristiani.

L’economia finlandese è relativamente piccola e dipende in modo diretto da cosa accade nel resto del mondo.

L’elettronica è il settore di punta dell’economia finlandese dopo una fase di ristrutturazione molto radicale negli anni ’90 ma quando è arrivata la recessione la maggior industria del paese del settore, la Nokia, è stata ceduta a Microsoft. Nokia anche se l’azienda finlandese ha mantenuto il portafoglio di innovazione, lo sviluppo delle reti(ex Nokia-Siemens), la cartografia e mappe digitali, acquisendo nel 2015 la società Alcatel-Lucent ed ha fondato la Nokia Corporation.

Il secondo settore è quello forestale (legno, cellulosa e carta), che però sta subendo la fortissima concorrenza di tutta la zona asiatica.  Il settore metallurgico, delle macchine industriali, della cantieristica navale sono altri capisaldi dell’economia di Helsinki.E poi ci sono le “tecnologie verdi”, la cui base produttiva si trova nell’area di Vaasa.

Le 3 banche principali del paese hanno superato a pieni voti l’ultimo stress-test della BCE, potendo contare su un solido patrimonio in grado di assicurare la continuità delle operazioni anche in presenza di un improvviso deterioramento dell’economia.

Lo Stato è molto presente nell’economia nazionale: ha quote importanti nella Holding di Stato “Solidium Oy”, nei gruppi “Patria” (difesa, con il 49,9% della norvegese Kongsberg ), “TeliaSonera” (telecomunicazioni), “Fortum” (produzione di energia elettrica da varie fonti incluso nucleare e rinnovabili), “Gasum” (gas), e la Neste Oil, idrocarburi.

La Finlandia ha 2 centrali nucleari, Lovisa e Olkiluoto, con 2 reattori attivi ciascuna per la produzione di energia nucleare ad uso civile, ed ha in programma la costruzione di altri due centrali una delle quali con partecipazione francese.

Il consumo di energia elettrica per il 40% arriva dalle fonti tradizionali  (petrolio, carbone,  gas naturale), il 17% dal nucleare, il resto dalle rinnovabili (in prevalenza biomasse, con il 28%). Il fabbisogno totale di gas naturale e petrolio/carbone viene dalle  importazioni dalla Russia.

Nel novembre 2016 è stata presentata una nuova strategia energetica, con i seguenti obiettivi per il 2030:incremento di energie rinnovabili (oltre il 50%), incremento autosufficienza energetica (oltre il 55%), progressiva riduzione dell’import di petrolio e aumento dell’uso di biocarburanti (dal 20 al 40%), incremento nell’uso di veicoli elettrici. Sarà eliminato il contributo alla produzione di energia eolica. Nessun accenno all’energia nucleare. Fine dell’uso di carbone entro il 2030.

In Europa il paese si distingue per l’elevata percentuale degli investimenti nel settore dell’Educazione, Ricerca ed Innovazione : il 3-4% del PIL, uno dei primi al mondo.

In questo quadro economico le posizioni dei vari partiti divergono profondamente: i conservatori non vogliono aumentare la pressione fiscale ( al 51 per cento, una delle più forti nel mondo. Chi ha veramente perso le elezioni è il capo del partito di centro, Juha Sipilä, titolare di una società di investimenti, ricchissimo che è stato Primo Ministro dal 2015 al marzo del 2019. Nella sua politica di governo aveva ridotto le spese per molti settori del welfare, sanità, previdenza e anche per la scuola. All’inizio di marzo fa dopo aver proposto nuovi tagli a welfare previdenza pensioni e scuola e in parlamento non ha ottenuto la maggioranza si è dimesso. I Veri finlandesi hanno grande seguito nelle campagne perché lì gli abitanti considerano la politica ambientalista, eccessiva. Le loro posizioni sono molto euroscettiche e xenofobe.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup