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Il voto europeo non sarà un referendum sull’immigrazione

In 13 Paesi europei su 14 l’immigrazione non è il primo problema. Mentre nazionalismo ed economia sono le vere paure della maggior parte dei cittadini d’Europa. Addirittura in 5 Paesi il 30-50% degli elettori teme di più l’emigrazione dell’arrivo degli immigrati. Questo ci dice che il voto europeo non sarà un referendum sull’immigrazione.

L’immigrazione non è in testa alle preoccupazioni degli Europei

In 13 Paesi su 14 l’immigrazione non è considerata il primo problema. Unica eccezione l’Ungheria di Orban. Un dato assolutamente non rilevante. Sia perché si tratta, appunto, dell’unica eccezione, sia perché il premier Viktor Orban ha investito praticamente tutto sulla paura verso gli immigrati. Perfino in Italia, dove l’ultra popolare Ministro degli Interni Matteo Salvini si ispira in tutto e per tutto a Orban, l’immigrazione è al secondo posto nelle preoccupazioni dell’elettorato.

Fa più paura il nazionalismo

Inoltre, emerge che in Paesi come Austria, Danimarca, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna, la prima preoccupazione sia il crescente nazionalismo, oggi celato sotto il nuovo nome “sovranismo. Il timore che il nazionalismo/sovranismo possa disgregare la già debolissima unità europea, sta provocando una silente ma energica contro-risposta da parte del tradizionale elettorato moderato e socialdemocratico. E siccome la demonizzazione degli immigrati è parte integrante del concetto di sovranità nazionale secondo i nazionalisti, negli ultimi mesi questa strategia sembra aver finito di conquistare i “cuori filoeuropei”. La paura della distruzione dell’unità europea sembra aver rallentato la corsa a saltare sul carro dei sovranisti.

Anche l’economia conterà di più nel voto europeo

Mentre in Italia, in Romania, in Grecia e in Slovacchia, la prima preoccupazione è l’economia. La crisi economica ha falcidiato il ceto medio e mortificato gli strati più disagiati della popolazione. Questo ha creato un crescente incendio sociale dove la ricerca del capro espiatorio ha avuto grande successo. Tuttavia, davanti alla richiesta di indicare la prima causa delle proprie preoccupazioni, la maggior parte degli intervistati ha indicato ragioni economiche. Insomma, la rabbia è un ottimo carburante per la propaganda nazionalista contro gli immigrati ma, stringi stringi, è il portafoglio il vero tasto dolente.

E perfino l’emigrazione preoccupa di più dell’immigrazione

Un’altra preoccupazione che sembra sovrastare la paura dell’immigrazione è il suo esatto opposto: la paura dell’emigrazione. In Grecia, Italia, Spagna, Ungheria, Polonia e Romania, la maggior parte degli intervistati si dice molto più preoccupata per l’alto numero di cittadini che abbandonano il proprio Paese che non dall’afflusso di immigrati.

Mauro Pasquini

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