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Barriera corallina Onna village turismo

Il villaggio dei coralli: Onna e il turismo sostenibile

Incrementare il turismo nel “villaggio del corallo” e garantire un equilibrio ambientale. Il villaggio di Onna, a Okinawa in Giappone, ha avviato una delle più grandi sfide sulla sostenibilità: garantire la visita di migliaia di persone, in resort di lusso, senza creare scompensi alla barriera corallina che rappresenta la grande attrazione del posto. Una sintesi perfetta di cosa bisogna fare per conseguire gli Sdgs fissati dalle Nazioni Unite.

Lungo il litorale, infatti, le forme scure della barriera corallina sono quasi sempre visibili, attraverso le luccicanti acque costiere blu-verdi. In particolare nell’area di Cape Maeda. Ma per avanzare una proposta pienamente sostenibile, è stato fatto ricorso al progetto Green Fins, realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) e dalla Fondazione Reef-World.

Le acque e il turismo al villaggio di Onna

Tramonto Villaggio Onna Giappone turismo

Un tramonto al villaggio di Onna (Foto di Mitchell K. Getz, tratta da Wikipedia)

Nella storia del villaggio di Onna, la limpidezza delle acque è stata da sempre un beneficio, garantendo pesce fresco di ottima qualità. “Queste barriere coralline sono state protette dai nostri antenati per generazioni. Abbiamo beneficiato di queste barriere coralline e del nostro oceano”, ha spiegato il sindaco del villaggio, Yoshimi Nagahama. Insomma, i menù non possono fare a meno dell’ottimo pescato.

Ma nel tempo l’aspetto culinario è diventato quasi di secondo piano: il turismo ha vissuto indici di crescita vertiginosi negli ultimi anni. Onna si è trasformata nella sede di grandi hotel. Decine di turisti giapponesi e di visitatori stranieri hanno voluto godere di questo spettacolo naturale, sfruttando i numerosi luoghi per lo snorkeling e per le immersioni. Insomma, l’economia del villaggio è cresciuta sensibilmente sotto l’impulso del turismo.

Rischio inquinamento

Photo by form PxHere

Tuttavia, si è creato un problema, molto comune in questi casi: il rischio di inquinamento ambientale di un gioiello, peraltro molto delicati. “Molti sub vengono a vedere le barriere coralline. Ma quando arrivano molti turisti, alcune barriere ne risentono e possono finire in cattive condizioni”, ammette il sindaco Nagahama. E per la perla del villaggio, ossia Cape Maeda, ci sono i problemi maggiori con l’incremento di inquinamento chimico e i danni alla barriera.

“Mentre il turismo irresponsabile può rappresentare una minaccia per i coralli, il turismo ben gestito può offrire molti vantaggi, tra cui opportunità economiche per le comunità locali”, ragiona Chloe Harvey, direttore della Fondazione Reef-World, co-partner del progetto Green Fins. L’iniziativa è quella di garantire le attività agli appassionati, evitando le pratiche dannose come l’ancoraggio, l’alimentazione dei pesci e l’inquinamento chimico”. Makiko Yashiro, coordinatore regionale per gli ecosistemi, afferma: “Il villaggio di Onna ha un forte interesse per le pratiche sostenibili ed è il pilota perfetto per il capitolo giapponese di Green Fins”.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile

L’attenzione è comunque rivolta  anche ad altri aspetti legati alla sostenibilità. “Il villaggio è stato anche nominato una ‘Città del futuro per gli obiettivi di sviluppo sostenibile’ dal governo giapponese per il suo approccio attento al raggiungimento degli obiettivi. Nagahama promette così l’impegno sul fronte dell’ambiente e del turismo sostenibile: “Non vediamo l’ora di proteggere le barriere coralline, collaborando con l’iniziativa Green Fins. È responsabilità degli adulti lasciare questo meraviglioso oceano ai nostri figli”.

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